Lusetti: «Il pm deve sentire i veri amici di Agazzani»
REGGIO EMILIA. Il testamento, o piuttosto i testamenti, di Alberto Agazzani, il critico d’arte reggiano trovato morto nel suo appartamento di via Farini il 16 novembre scorso, continuano a fare...
REGGIO EMILIA. Il testamento, o piuttosto i testamenti, di Alberto Agazzani, il critico d’arte reggiano trovato morto nel suo appartamento di via Farini il 16 novembre scorso, continuano a fare discutere. Marco Lusetti non è più il solo indagato (è dell’altro giorno l’iscrizione nel registro degli indagati dell’amico Carlo Malvolti) ma l’ex sindaco di Guastalla continua a sperare «che l’incubo abbia fine».
«Alla fine del mese di febbraio - racconta Lusetti - ho depositato delle memorie dove chiedevo di sentire i veri amici di Alberto in vita, quelli che lo conoscevano da anni e potrebbero avere parlato con lui delle sue eventuali volontà testamentarie: certamente non possono sapere le volontà testamentarie di Alberto, le persone, che non avevano mai conosciuto Alberto prima dell' incidente del luglio 2015. Sentiti questi teste, il pubblico ministero si renderà conto di come i contenuti del testamento pubblicato sono le esatte volontà di Alberto Agazzani».
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