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Nuova maxi perdita: il rosso è di 11,5 milioni

Nuova maxi perdita: il rosso è di 11,5 milioni

In tre anni svalutazioni per 70 milioni. Alai: «Ma con la fusione abbiamo evitato pesanti ricadute»

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REGGIO EMILIA. La rassicurazione da parte del Banco Emiliano è che, sistemata la vicenda degli interessi, le sorprese dovrebbero finire una volta e per sempre. Ma il conto è davvero pesante e la palla ora passa all’assemblea dei soci convocata il 24 aprile alle fiere di Reggio. Lì verranno eletti i componenti del cda, verranno decisi i loro compensi e verrà fatto il punto sulla maxi perdita di 11,5 milioni messa a bilancio nel 2015 dopo quella di 14 milioni del 2014. «Abbiamo completato anche l'opera di “pulizia” sui crediti deteriorati legati in massima parte al settore immobiliare, sul quale si era concentrata tanta parte dei problemi maturati negli ultimi anni e in larga prevalenza in carico all'ex Bcc di Cavola e Sassuolo» scrive il Banco. «La fusione - spiega Alai - ha consentito di evitare ricadute molto pesanti su soci e clienti, ma anche sull'economia di una importante parte del nostro territorio, pesantemente colpito da una crisi di intensità senza precedenti proprio nel comparto in cui erano maturate le maggiori esposizioni, e questo impegno da parte di Banco Emiliano è stato molto apprezzato dal sistema delle Bcc dell'Emilia-Romagna, che in caso contrario si sarebbero trovate a pesare una crisi che in tre anni ci ha portato a mettere in atto 70 milioni di svalutazioni». Quelle effettuate nel 2015, unite alla restituzione degli interessi a clienti dell'ex Bcc di Cavola e agli interventi di solidarietà interbancaria che ammontano complessivamente a 8,8 milioni, portano alla chiusura di un bilancio in perdita per 11,494 milioni. «Un risultato - sottolinea Banco Emiliano nella lettera inviata ai soci - che comunque non incide in alcun modo sulla riduzione del patrimonio complessivo dell’istituto, proprio grazie all’intervento messo in atto dalle Bcc dell'Emilia-Romagna (10 milioni già giunti nelle Casse di Banco Emiliano e 10 in arrivo a giugno) a seguito dell'apprezzamento degli interventi messi in atto, che hanno consentito di evitare che si generassero problemi rilevanti a carico di soci e di parte importante dell'economia locale appenninica. Le ispezioni effettuate nel 2015 dagli Organi di vigilanza nazionale - spiega ancora la lettera - hanno verificato la validità del lavoro compiuto e dei programmi futuri». «Oltre a questi riscontri del tutto rassicuranti, che si associano all'adeguatezza degli indici patrimoniali e alla corretta esposizione dell'attivo bancario» osserva Alai. «Possiamo contare sulla fiducia dei soci che ad oggi ammontano a 20.101 unità e che alla fine del 2015 sono erano già saliti a 19.797 rispetto ai 18.587 del 2014». (e.l.t.)

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