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Fondi dalla Regione: boccata d’ossigeno al castello di Canossa

di Martina Riccò
Fondi dalla Regione: boccata d’ossigeno al castello di Canossa

Il sindaco: «Arrivati 15 mila euro, avanti fino a settembre aspettando che lo Stato assuma la piena gestione del sito»

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CANOSSA. «Possiamo tirare un sospiro di sollievo: sono arrivati i 15mila euro dalla Regione che permetteranno alla Provincia di mantenere la gestione del castello di Canossa fino al 30 settembre».

Esulta, Luca Bolondi. I suoi sforzi per garantire un futuro certo – e roseo – al maniero di Matilde, infatti, continuano a dare frutti. «Con i 250 mila euro concessi sempre dalla Regione per la sistemazione del dissesto idrogeologico della zona, i 40-50mila euro grantiti per la promozione turistica, e questa nuova boccata d’ossigeno – prosegue il sindaco – possiamo aspettare con maggiore serenità l’intervento definitivo dello Stato».

Che arriverà, anche se non si ancora di preciso quando.

«Non sono preoccupato – afferma il primo cittadino di Canossa – perché sia Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, sia Graziano Delrio, ministro alle Infrastrutture nonché ex sindaco di Reggio, mi hanno personalmente rassicurato sul destino del castello. Facendo tutti gli scongiuri del caso, Canossa rientrerà nella lista dei 15 siti di interesse nazionale e lo Stato se ne assumerà la gestione». La speranza, ora, è che lo Stato dia risposte certe, elaborando un progetto di valorizzazione del sito, entro il 30 settembre, quando la gestione della Provincia (con i relativi servizi della cooperativa “Andare a Canossa”) cesserà per mancanza fondi.

«Al di là delle polemiche – afferma il sindaco Bolondi – credo che questa amministrazione, in soli 8 mesi, abbia fatto molto di più, per il castello e per il tursimo, di altri amministratori che sono rimasti alla guida di Canossa per vent’anni. E anche se ci sono persone che fomentano apposta le controversie, per esempio incolpando il Comune del fatto che a Pasqua e Pasquetta il castello abbia chiuso alle 16.30 – aggiunge – noi andiamo avanti per la nostra strada. E consiglio a tutti di verificare sempre le informazioni: l’orario del castello è deciso dal Polo museale di Bologna, essendo di proprietà dello Stato dal 1878, e Pasqua, essendo caduta il 27 marzo, rientrava ancora nell’orario invernale, che è finito il 31 del mese, che prevede la chiusura a quell’ora».

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