Gazzetta di Reggio

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LA FATTORIA / IL VETERINARIO

Non toccate i cuccioli che incontrate nel bosco

Olga Pattacini*
Non toccate i cuccioli che incontrate nel bosco

Animali selvatici: potrebbero essere in attesa della madre e un nostro intervento potrebbe peggiorare le cose

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In primavera, passeggiando in campagna o nei boschi, può capitare di incontrare piccoli di  animali selvatici che sembrano abbandonati o bisognosi di cure. In realtà sono solo dei  giovani o piccoli in allattamento che attendono il ritorno dei genitori rimanendo  nascosti e immobili, unica loro forma di difesa contro eventuali predatori. Il nostro  istinto naturale sarebbe quello di soccorrere il cucciolo, portandolo via, ma la strada  dell'inferno è lastricata di buone intenzioni e il nostro intervento rischierebbe di  condannare a morte il piccolo.
 
Animali come il cervo, il capriolo, il daino e la lepre non  hanno una tana in cui partorire e non formano nuclei familiari e la tecnica del  mimetismo e del precoce “abbandono” della prole fanno parte di una precisa  strategia di sopravvivenza. La madre accudisce e nutre i piccoli ad intervalli  regolari, allontanandosi poi per alimentarsi e non attirare i predatori sul luogo  dove è nascosto il cucciolo, che sta fermo e immobile non perché è ferito ma per  non attirare l'attenzione. Anche alcuni uccelli, come civette, allocchi, allodole e  merli lasciano il nido quando non sono ancora in grado di volare, ma i genitori non  li abbandonano ma continuano ad alimentarli fino alla completa autonomia.  Incontrando un selvatico dobbiamo tenere presente che ai suoi occhi siamo dei  predatori e il nostro contatto, per quanto dettato dalle migliori intenzioni, potrebbe  farlo letteralmente morire di paura.
 
Non dobbiamo stare accanto al piccolo, non  dobbiamo fare chiasso  e soprattutto non dobbiamo toccarlo per non lasciare il  nostro odore perché la madre potrebbe non riconoscerlo più. Evitare i selfie,  evitare di chiamare bambini, ma allontanarsi in silenzio per insegnare loro che  questo è il rispetto della natura. Ricordiamoci anche che non tutte le madri stanno  nascoste o cercano di attirare l'attenzione su di sé: alcune, come le femmine di  cinghiale, difendono la prole dagli intrusi con estrema determinazione. Solo nel  caso di animali evidentemente feriti o con i genitori sicuramente morti si può  intervenire allertando i Centri di Recupero della Fauna Selvatica, gli unici in grado-  per legge, ma soprattutto per competenza- di dare all'animale una chance di  salvezza.
 
*Veterinario Ausl

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