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Sui bus multe a chi non timbra: tremila in 6 mesi

di Ambra Prati
Sui bus multe a chi non timbra: tremila in 6 mesi

Reggio Emilia, da quando è diventato obbligatorio “strisciare” biglietti e abbonamenti a ogni corsa, le sanzioni sono passate dall’8 al 12%

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REGGIO EMILIA. Tremila multe per mancata timbratura del titolo di viaggio (dato che però non distingue tra biglietti e abbonamenti): a tanto ammonta il bilancio fatto da Seta a sei mesi dall’introduzione, nel bacino di Reggio, dell’obliterazione obbligatoria dei titoli di viaggio. Le sanzioni sono passate dall’8% al 12%, con un picco soprattutto laddove l’azienda del trasporto pubblico ha incrementato i controlli, vale a dire sulle tratte extraurbane frequentate dagli studenti.

«Il che non si spiega, perché l’extraurbano in teoria presenta un minore sovraffollamento rispetto all’urbano», ha premesso il presidente di Seta Vanni Bulgarelli, corso ai ripari mediatici insieme a Claudia Bagni, dell’Agenzia per la Mobilità. Quest’ultima ha ammesso, citando i numerosi casi di proteste da parte delle famiglie dei ragazzi multati perché non avevano obliterato l’abbonamento già pagato, che «ancora non ci siamo»: da qui la decisione di Seta di ripetere la campagna informativa del settembre scorso.

 

A partire dal mese di aprile infatti, oltre alle informazioni diffuse sui social e a quanto già compare oggi sui titoli di viaggio, verranno distribuite circa diecimila cartoline nei principali poli scolastici reggiani, verranno apposti cartelli di avviso sui bus in corrispondenza delle macchinette obliteratrici e saranno trasmessi spot radiofonici, nella convinzione che la radio sia un mezzo consono per i giovani.

Seta ha ricordato che l’obbligo di timbrare è dovuto a una legge regionale del 1998, che però è stata recepita dagli enti locali con tempi molto diversi e introdotta man mano che il sistema veniva informatizzato. Questo ha determinato notevoli differenze tra bacino e bacino: a Modena, ad esempio, l’obbligo di timbrare è in vigore fin dal 2000 grazie alla tessera magnetica, e questo spiega perché i modenesi sono abituati a vidimare ogni volta e hanno un tasso di inevaso di appena il 5%.

A Reggio, invece, la normativa è entrata in vigore, in accordo con Agenzia della Mobilità ed enti locali, solo nel 2014 e con l’anno scolastico 2015-2016. E le motivazioni, come già sottolineato in precedenza da Seta, sono due: per contrastare i portoghesi e per contare l’utilizzo effettivo di quella determinata corsa, quindi una misura per calibrare tratte sovraffollate o sottoutilizzate.

«Nonostante il 70% degli utenti abbia recepito il messaggio, c’è ancora una parte di utenti, in particolare studenti, che non striscia l’abbonamento - ha spiegato Bulgarelli - l’azienda cerca di essere conciliante e di risolvere il problema, ma chiediamo reciprocità: certi atteggiamenti giustificatori, da parte di genitori e insegnanti, e certe reazioni aggressive da parte degli utenti sono ingiustificabili. Inoltre sottolineo come sia importante il senso civico: timbrare presuppone entrare dalla parte anteriore, anche a costo di aumentare la fila, perché la macchinetta è presente solo lì - e anche perché, se entrerà in vigore il decreto Delrio, a breve dovremo inserire il “contappasseggeri”, sistema molto più rigido e impattante che costringerà per forza ad un unico ingresso».

Il dovere di convalida, ricorda Bulgarelli, è in vigore per ogni cambio di bus o linea e adesso è necessario adempiervi anche in caso di interscambio bus-treni regionali (sui convogli Tper Reggio-Guastalla, Reggio-Ciano e Reggio-Sassuolo): lo sarà ancor di più in futuro, visto che da giugno il sistema informatico entrerà in vigore anche sui treni Fer. Come dire, un meccanismo inevitabile al quale bisognerà comunque adeguarsi.

Riguardo alle multe, Seta precisa che l’importo della sanzione per chi non oblitera l’abbonamento è di 6 euro: se è vero che l’abbonamento si trova a casa, basta presentarlo entro cinque giorni in una qualsiasi biglietteria. In caso contrario, significa che il passeggero ha mentito: e allora la multa sale a 65 euro, che è la prima sanzione per chi non ha il biglietto, ammenda che aumenta a 80 e poi 120 euro man mano che si aspetta a saldare il debito.

«Una forma di tutela necessaria - conclude Bulgarelli - altrimenti ci sarà sempre chi paga e chi invece non lo fa».

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