Aemilia, è il giorno di Giuseppe Giglio
A Bologna riprende il processo in abbreviato: l’avvocato del collaboratore di giustizia chiederà di interrogarlo
REGGIO EMILIA. Si torna in aula oggi. La cornice non è più quelle dall’aula bunker delle Fiere di Bologna, ma l’aula Bachelet del tribunale della città felsinea dove il processo in abbreviato di Aemilia trasloca dopo che l’affitto di via Stalingrado è scaduto. Ma l’attenzione per questa giornata è alta: a prendere la parola sarà l’avvocato Luigi Li Gotti. Il nuovo legale del pentito Giuseppe Giglio. Quello che chiederà è che le dichiarazioni dell’imprenditore di Montecchio che già sono entrate nel processo per dibattimento in corso a Reggio Emilia, entrino anche nell’abbreviato.
Una mossa non a sorpresa. Se Giglio punta alle attenuanti, rispetto a una richiesta di condanna ventennale arrivata dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, ha interesse che il suo contributo entri anche nel suo processo. Ma è chiaro che su questo le difese sono pronte a dare battaglia.
Giglio - accusato di essere uno degli organizzatori dell’associazione di tipo mafioso individuata dalla Dda di Bologna radicata in Emilia e indipente dalla Calabria - ha formalizzato la richiesta di essere interrogato dal gup Francesca Zavaglia. Il difensore ha annunciato di aver chiesto di produrre i verbali depositati con le prime dichiarazioni rese da Giglio.
Bisogna vedere se potranno essere utilizzati e cosa deciderà il giudice.
E molte delle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia e imputato riguardano anche altri imputati nello stesso procedimento.
Il processo in abbreviato dovrebbe esaurirsi entro il 22 aprile, quando sono attese le sentenze di primo grado. Poi, in una sorta di staffetta, prenderà veramente il via anche il processo per dibattimento a Reggio Emilia.
Dal 20 aprile, entrerà ufficialmente nel vivo il procedimento nell’aula bunker allestita appositamente nel cuore del palazzo di giustizia. Questo, però, è un processo a porte aperte, con una sfilata di testimoni che non si esaurirà tanto in fretta: c’è chi prevede che avrà durata almeno biennale. Di certo, il presidente Francesco Maria Caruso ha fissato udienze sino a settembre per il processo che dovrà andare a fondo al fenomeno ’ndrangheta in Emilia e a Reggio.
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