«Essere figlio di partigiani ha giocato a mio favore»
REGGIO EMILIA. Spetterà al primo presidente non partigiano dell'Anpi provinciale riorganizzare l'associazione, che conta quasi quattromila iscritti, per mantenere vivi gli ideali della Resistenza...
REGGIO EMILIA. Spetterà al primo presidente non partigiano dell'Anpi provinciale riorganizzare l'associazione, che conta quasi quattromila iscritti, per mantenere vivi gli ideali della Resistenza anche quando saranno scomparsi i circa trecento ex-partigiani di età compresa fra 89 e 96 anni (tanti ne ha uno dei più noti, Germano Nicolini). Ermete Fiaccadori ha ricevuto questo mandato dal nuovo comitato provinciale che lo ha eletto domenica scorsa dopo lo svolgimento, il 12-13 marzo, del sedicesimo congresso provinciale. Le sue credenziali sembrano fatte apposta per coniugare la continuità con il rinnovamento.
Nato il 9 marzo 1945 da due partigiani, Talino e Olimpia Beneventi, ha al suo attivo una ininterrotta militanza politica dal Pci al Pd, una laurea in scienze economiche e commerciali e una lunga esperienza amministrativa come assessore comunale, dirigente della cooperazione e di aziende private, tesoriere del Pd, per decenni alla guida di Festareggio, e presidente della Reggiana Calcio. La sua candidatura, proposta dallo stesso presidente uscente Giacomo Notari soltanto qualche settimana prima del congresso, s'è affermata rapidamente. Domenica, prima dell'elezione, le sue maggiori chances hanno spinto al ritiro gli altri cinque candidati Fiorella Ferrarini, Giovanni Rossini, Eletta Bertani, Giancarlo Ruggeri e Annalisa Magri. Quindi su 61 membri del comitato presenti e votanti (su un totale di 71) si sono contati soltanto quattro voti contrari e due astensioni. «Non facevo parte - confessa Fiaccadori - del vecchio comitato provinciale. Tuttavia negli ultimi cinque anni presiedevo il collegio dei revisori dei conti e presentavo la relazione del bilancio alle assemblee. Nello scorso mese di gennaio erano cessati i miei ultimi impegni amministrativi. Quindi ho potuto accettare la candidatura, sulla quale ha avuto un peso decisivo il fatto di essere figlio di partigiani». Si può supporre, peraltro, che sia stata determinante anche la militanza politica... «Il vecchio meccanismo - obietta Fiaccadori - è superato. La selezione dei candidati è stata fatta internamente, senza interferenze dei partiti. L'Anpi è autonoma e pluralista. Io sono iscritto al Pd, ma altri appartengono a Rifondazione, a Sel o ai Comunisti italiani. Perciò la direzione sarà improntata a una certa collegialità». E quanto al conflitto con il Pd Fiaccadori spiega: «Domenica ho condiviso la decisione dell'Anpi nazionale di promuovere la campagna referendaria contro le modifiche della Costituzione volute dalla maggioranza. Il nostro no sarà un voto non pro o contro il Governo, ma in difesa dei valori costituzionali».
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