I metalmeccanici ritrovano l’unità «Subito il contratto»
A Bologna si è svolto l’attivo dei 1500 delegati regionali in vista dello sciopero già proclamato per il 20 aprile
REGGIO EMILIA. Partito in prima mattinata è rientrato nel pomeriggio il pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia: al Paladozza a Bologna, ha portato la nutrita rappresentanza delle aziende metalmeccaniche reggiane all’attivo unitario degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna.
Sul palco oltre agli interventi dei tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, la parola anche al lavoratore reggiano della Lombardini Motori (oggi Kohler), Oliviero Massimiliano che ha auspicato «il rinnovo del contratto nazionale, che è patrimonio di tutti, assieme, dopo otto anni di divisioni».
L’incontro, concluso dal segretario generale della Fim Cisl Emilia Romagna, il reggiano Giovanni Caruso, ha visto andare in scena due singolari applausi di Maurizio Landini a Marco Bentivogli quando questi ha dichiarato la propria contrarietà «ai superminimi dati individualmente alle persone lontane dalla vita sindacale nelle aziende» ma anche quando il segretario della Fim ha chiesto a gran voce «il diritto alla partecipazione in tutte le fabbriche italiane».
Per Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale, «la giornata di oggi ha rappresentato una grande punto di partenza, perché i tre sindacati assieme hanno annunciato lo sciopero generale unitario della categoria del 20 aprile, per ribadire l’assoluta necessità di rinnovare un contratto nazionale, attraverso una sintesi coraggiosa e pluralista delle posizioni di Fim, Fiom, Uilm. Esse dimostreranno a Federmeccanica che le inutili provocazioni del tavolo contrattuale lasceranno lo spazio alle reali capacità negoziali dei lavoratori italiani e delle loro rappresentanze». Dal canto suo, il leader dei metalmeccanici della Cgil ha svolto un intervento più improntato allo scenario politico nazionale, finendo per rispondere ancora una volta al premier Renzi.
«Uno dei problemi alla base di questa situazione non è che ci sono sindacati che non capiscono ma ci sono troppi imprenditori, e non solo, che sono corrotti. E hanno giocato la loro competizione sulla corruzione e i bassi salari». Così Maurizio Landini all'attivo unitario Fiom, Fim e Uilm ha strappato un lungo applauso ai 1400 delegati presenti. «Siamo il paese con l'evasione fiscale più alta di Europa, a chi pensano di venire a insegnare? Dovrebbero ringraziarci - ha aggiunto - In un paese in questa situazione, coi livelli di corruzione d'evasione che non ha nessun altro quando raccontano che tornano i conti, tornano perché siamo noi che oltre a lavorare paghiamo fino all'ultimo centesimo di tasse. La nostra non è un battaglia di retroguardia ma per mettere al centro lavoro e diritti. Per questo è necessario che il 20 aprile i metalmeccanici tornino ad indicare la strada a questo paese per uscire dalla crisi».
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