Gazzetta di Reggio

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Iren, ok del consiglio al voto maggiorato

di Roberto Fontanili
Iren, ok del consiglio al voto maggiorato

Ieri pomeriggio in Sala Tricolore è passata con i soli voti favorevoli del Pd la modifica allo statuto della multiutilty

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REGGIO EMILIA. La modifica dello statuto sociale di Iren che introduce il voto maggiorato per i soci pubblici, è stato approvato ieri in consiglio comunale, così come è stato approvato il nuovo patto parasociale trai comuni soci e che va a sostituire quello in scadenza l'anno prossimo. «Un'approvazione che è stata fatta contemporaneamente in quanto i nuovi patti parasociali riuniscono tutti i settanta comuni emiliani soci di Iren, dando loro maggior forza all'interno dell'azienda. Mentre l'introduzione del voto maggiorato consente ai comuni di avere il controllo Iren con un minor numero di azioni e dando loro la possibilità di venderne una parte per far quadrare i bilanci».

Questo ha sostenuto il sindaco Luca Vecchi nel suo intervento che ha chiuso un dibattito serrato e teso soprattutto tra il gruppo Pd e quello del M5s. Una seduta quella di ieri ad alta tensione che è stata seguita dalle balconate da una fitta rappresentanza di lavoratori di Iren - che indossavano la vecchia pettorina con la scritta Agac - e di esponenti di Sel che hanno più volte mostrato cartelli con la scritta “Il voto maggiorato è una truffa”. Cartelli che poi sono stati sequestrati, così come più volte la presidente del consiglio è intervenuta per stoppare gli applausi rivolti ai consiglieri contrari al nuovo statuto. Per il resto è andato in onda una riedizione di posizioni già note. I 9 voti contrari sono venuti da M5s, Forza Italia e le due Liste Civiche e Sel mentre il nuovo statuto ha raccolto il sì dei 19 voti del Pd .

Se da un lato l'opposizione ha sostenuto che con questa modifica statutaria «si è dato il via alla definitiva privatizzazione della multiutility e un suo ulteriore allontanamento dal territorio reggiano», per il capogruppo Pd Andrea Capelli invece «il voto maggiorato ha l'effetto opposto ed è una possibilità prevista dalla legge». Per il forzista Claudio Bassi «il fatto che la modifica dello statuto sia apprezzata dagli analisti di Mediobanca, conferma che è una decisione che piace al mercato e apre le porte a future scalate». «Oggi - gli ha risposto Vecchi - dopo la vendita delle azioni di Parma, i soci pubblici sono già sotto al 51% in Iren mentre con il nuovo statuto basterà il 40% delle azioni per controllare un'azienda che ha un fatturato di 3 miliardi di euro». Il sindaco inoltre, anche su sollecitazione di un ordine del giorno approvato a firma Pd, si è impegnato ad incontrare i lavoratori di Iren e a riportare in assemblea soci i loro timori sul futuro dell'azienda.

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