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Legittima difesa: il sindaco firma la proposta di legge

Legittima difesa: il sindaco firma la proposta di legge

Scandiano: la petizione di iniziativa popolare contro il risarcimento ai ladri feriti e l’eliminazione dell’eccesso colposo. Mammi: «Primaria la questione sicurezza»

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SCANDIANO. Il sindaco di Scandiano a favore della legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa.

A Scandiano, come in tanti comuni italiani, è stata depositata la proposta di legge d’iniziativa popolare relativa alla tutela del domicilio e per la difesa legittima, che tutti i cittadini possono sottoscrivere.

Anche il primo cittadino Alessio Mammi ha firmato ieri mattina il documento presente in municipio, disponibile per la consultazione e l’adesione. Nella pratica, la legge cambia il criterio della legittima difesa eliminando l’eccesso colposo. Se una persona viene aggredita o derubata e reagisce ferendo il ladro, e viene poi riconosciuta la legittima difesa, non rischierà nessuna accusa.

Inoltre verrebbe cancellata la possibilità di chiedere risarcimenti per chi si introduca in una casa e poi venga ferito dal proprietario. Oggi, invece, se un ladro viene ferito o ucciso, lui o la famiglia possono comunque rivalersi su chi si è difeso. Infine, si chiede di inasprire le pene per le violazioni di domicilio.

«Si tratta di interventi sul nostro codice penale assolutamente auspicabili, di buon senso ed equilibrio. Spero che il Parlamento possa tenerne conto» – sostiene Mammi. Per il sindaco non è una deriva «giustizialista o a favore della difesa fai da te. Nessuna chiamata alle “armi”. Anzi meno armi ci sono in giro meglio è, come gli Stati Uniti ci insegnano». Allo stesso tempo, continua «se malauguratamente vieni aggredito nella tua privata dimora e nel difenderti cagioni un danno all’aggressore non è giusto che tu venga condannato o addirittura tu sia chiamato a risarcirlo».

Mammi prosegue allargando il discorso alla sicurezza, che deve essere «una primaria funzione dello Stato – afferma – Ma occorrono anche leggi migliori che prevedano pene severe per chi commette reati profondamente ingiusti e soprattutto certezza della pena perché chi sbaglia deve risponderne alla comunità». (adr.ar.)

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