«Nel 2016 investimenti per 26 milioni»
Lo ha annunciato il sindaco Luca Vecchi che ha parlato di “anno della svolta”: «Reggio Emilia è fuori dal tunnel della crisi»
REGGIO EMILIA. Per il sindaco Luca Vecchi «quello del 2016 è il bilancio della svolta con il quale ripartono gli investimenti pubblici per circa 26 milioni. Un bilancio che scommette sul fatto che Reggio Emilia è fuori dal tunnel della crisi, mentre nel frattempo abbiamo salvaguardato i servizi».
Il bilancio di previsione 2016 presentato ieri in consiglio comunale, in vista della sua approvazione entro aprile, assieme a quello del consuntivo 2015 (che si è chiuso con un utile di 2,1 milioni di euro), è stato illustrato dal sindaco e dell'assessore al Bilancio Francesco Notari. Entrambi hanno sottolineato i capisaldi dell'esercizio 2016: per il terzo anno consecutivo non vi sarà un aumento delle tasse locali; ripartiranno gli investimenti pubblici per 26 milioni di euro (dopo alcuni anni di magra come lo scorso anno in cui sono stati circa 5 milioni); diminuirà la spesa corrente e del debito procapite (che dal 2005 a oggi si è ridotto di circa il 50%). Per cui, ha chiosato il sindaco Vecchi, «possiamo dire che il Comune di Reggio ha i conti a posto e che i cittadini quest'anno pagheranno 16 milioni di euro di tasse in meno».
VOCI DEL BILANCIO. Passando alle voci del bilancio 2016, sotto la voce “uscite” risultano 160,1 milioni di euro per spese correnti e 76,4 milioni di investimenti. Se si aggiungono i 12 milioni di euro per il rateo di prestiti e mutui e le spese per conto terzi pari a 24.2 milioni, il totale arriva a 273.5 milioni. Le principali voci di entrata sono 170 milioni per entrate correnti, 46,7 milioni di entrate in conto capitale, 5,7 per nuovi indebitamenti, 24,2 milioni di entrate per conto terzi e 22,5 milioni di risorse di anni precedenti legate a spese in corso.
Il bilancio 2016 è anche il primo dopo anni in cui non ci sono nuovi tagli rispetto all'esercizio precedente, ma piuttosto, ha evidenziato l'assessore Notari, «un consolidamento del trend che ha portato dal 2010 a oggi a una riduzione delle rimesse statali di circa 20 milioni di euro». Ma che la musica sia in qualche modo cambiata si è capito subito. A partire dalla riduzione del debito (che viaggia intorno agli 83 milioni di euro) «e che consente di pensare ad accendere nuovi mutui», ha sostenuto Notari. TASSE. Altro tema è quello della bassa pressione fiscale: «Reggio - è stata detto - con 378 euro pro capite è il comune capoluogo dove la tassazione locale è più bassa, rispetto ai 447 di Modena, ai 592 di Bologna e 512 di Parma». Per quanto riguarda gli investimenti, sindaco e assessore hanno sostenuto che «ai 26 milioni del 2016, vanno aggiunti i 1.7 di quelli in corso per un totale di 48 milioni, che diventano 76, se si sommano i 28 milioni di acquisizioni patrimoniali (come nel caso di immobili da Acer) ma in questo caso si tratta di operazioni contabili». Due le voci a cui si guarda spesso perché hanno un impatto diretto sui cittadini: servizi socio assistenziali, scuole e asili. Per i primi sono stati spesi 20.188.576 euro (10.600.000 dei quali sostenuti da Fcr) e per i secondi 20.459.196 euro.
INVESTIMENTI, I nuovi investimenti pari a 26,2 milioni saranno utilizzati per 22 nuove opere pubbliche suddivise in quattro voci. Alla Cultura vanno 3,8 milioni di euro (chiostri di San Pietro, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi e Museo del Tricolore), ai Parchi pubblici ne toccano 950 mila e all'Edilizia scolastica per interventi su sei scuole (La Villetta, Lepido, ex Gil, Cà Bianca, Agosti, Morante) ne finiscono 2.9 milioni. Altri 450 mila euro saranno utilizzati per il centro storico, mentre per il PalaBigi se ne andranno 2 milioni. Infine 1.5 milioni di euro sono destinati al piano straordinario strade e miglioramento della sicurezza e 700 mila euro alla nuova sala del commiato al cimitero di Coviolo. Il sindaco ha poi concluso la sua lunga lista sottolineando come «negli ultimi 20 mesi a Reggio tra Comune, società partecipate, Stato e Regione siano arrivati circa 300 milioni euro di investimenti».
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