Processo Aemilia, il pentito Giglio: volevano ammazzarmi per soldi
Il giudice deciderà venerdì se ascoltarlo in aula. Parla l’avvocato: «Inizialmente fu un imprenditore vittima di ’ndrangheta»
BOLOGNA. «Giglio? Lo volevano ammazzare». La richiesta di interrogarlo è stata avanzata dal suo nuovo avvocato, Luigi Li Gotti, che ieri ha prodotto per la difesa i verbali degli interrogatori resi da Giuseppe Giglio ai pm dopo la decisione di collaborare con la giustizia. Ma, prima di decidere se ascoltare quanto ha da dire il pentito di Aemilia, il gup Francesca Zavaglia si è presa qualche giorno di tempo, rimandando la decisione all’udienza in programma venerdì 8.
Speciale Aemilia, tutto sul processo alla 'ndrangheta [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13209270:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/03/29/news/il-business-della-ghiaia-dietro-l-incendio-del-2012-1.13209270]]
È quanto stabilito ieri nell’aula Bachelet della Corte d’Appello di Bologna, dove hanno ripreso il via i riti abbreviati del processo Aemilia. È la prima udienza dopo il trasloco del processo dall’aula bunker allestita nella fiera, per la quale è scaduto il contratto di affitto.
Di qui il trasferimento in Corte d’Appello, dove in occasione del processo sono state intensificate le misure di sorveglianza: 71 in totale gli imputati che hanno scelto l’abbreviato, per i quali la Procura ha chiesto pene fino a 20 anni.
Ore 9. Palazzo Baciocchi, la sede della Corte d’appello, è blindata. Polizia, militari, carabinieri. I giornalisti restano fuori dal palazzo, assistendo al via vai continuo dei mezzi di polizia penitenziaria che accedono nel cortile interno.
Sono gli imputati nei processi di appello, ma sono anche quegli imputati di Aemilia per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13250467:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/dossier/operazione-aemilia/aemilia-l-avvocato-del-pentito-giglio-lo-volevano-ammazzare/54520/54681]]
Accompagnati dai loro legali, entrando a piedi nell’ingresso riservato al processo Aemilia, anche il poliziotto Domenico Mesiano (ex autista del precedente questore di Reggio Emilia) e il patron di Save Group, Giovanni Vecchi, con la moglie Patrizia Patricelli e il figlio Silvano.
Fra le parti civili, la giornalista reggiana, Sabrina Pignedoli e Daniele Borghi, presidente di Libera. Fra i primi ad arrivare, alle 9 in punto, proprio l’avvocato Luigi Li Gotti, ex sottosegretario, già difensore di pentiti del calibro di Tommaso Buscetta, Giovanni Brusca, Francesco Marino Mannoia e Gaspare Mutolo. Dopo la rinuncia del suo ex legale Fausto Bruzzese, è a Li Gotti che ha affidato l’incarico per la sua difesa Giuseppe “Pino” Giglio, l’imprenditore di Montecchio considerato la cassaforte della cosca, che con le sue dichiarazioni ha deciso di collaborare con la giustizia. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13179238:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/03/23/news/aemilia-parla-il-pentito-la-ndrangheta-fece-un-patto-con-pagliani-1.13179238]]
Una decina gli imputati presenti nelle gabbie allestite nell’aula. Qualche altro imputato, compreso il boss Nicolino Grande Aracri, segue invece l’udienza in video collegamento. Assente proprio il pentito Pino Giglio, per quale il legale ha chiesto l’interrogatorio, inserendo nella difesa i verbali depositati a Reggio Emilia nei quali l'imprenditore di Montecchio ha cominciato a rivelare parte dei meccanismi attraverso i quali si è arrivati al radicamento della ’ndrangheta nella nostra regione.
È un passaggio tecnico, ma non trova d'accordo tutti gli altri avvocati coinvolti nel processo. Le dichiarazioni rese da Giglio non sono utilizzabili nei confronti di altri imputati. O meglio, come ha spiegato lo stesso Li Gotti, a meno che Giglio non venga ascoltato dal giudice, aprendo di fatto lo scenario alla prospettiva di dover ridiscutere tutte le posizioni in abbreviato. Una decisione rimandata a venerdì, quando il giudice scioglierà la riserva.
«Io ho sollecitato che Giglio venga ascoltato - spiega l’avvocato Li Gotti - il giudice si è riservato di farlo. Peraltro, mancando l'imputato Gualtieri, che è ricoverato, questa posizione è stata stralciata e verrà unificata il giorno 8, quando sarà in condizione di partecipare all’udienza. L’interrogatorio, a causa di questa assenza, non si poteva comunque completare in giornata».
Le dichiarazioni prodotte dalla difesa, con l’autorizzazione dei pm, sono quelle rese da Giglio nei «primi interrogatori e in quelli successivi del 3, 10 e 17 marzo», aggiunge l’avvocato, che ha puntato la linea difensiva cercando di convincere il giudice del fatto che la figura di Giglio non sia assimilabile a quella degli organizzatori.
Secondo Li Gotti, Giglio è stato inizialmente un imprenditore vittima della 'ndrangheta, che lo voleva uccidere perché doveva loro dei soldi. Soltanto in un secondo momento cominciò a “lavorare” con loro perché esperto in false fatturazioni. «Ho avanzato perplessità sul ruolo di organizzatore - aggiunge - Giglio è un cooptato successivo, per una specifica attività, quella di un sistema di false fatturazioni che lui utilizzava già per i fatti suoi. Stride con il ruolo di organizzatore. È un buon partecipe, che prima ha subito, poi ha trovato la convenienza. Ho elencato diversi passi in cui avevano deciso di ammazzarlo: c’è Marino (un pentito calabrese, ndr) che disse che lo faceva ammazzare a tal punto che non lo avrebbero riconosciuto».
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