Carte clonate, un arresto a Reggio
Maxi retata della Guardia di Finanza, la banda operava da Siracusa a Varese
REGGIO EMILIA. Ci sono anche il patron del Lecco Calcio, Daniele Bizzozero, di 66 anni, finito agli arresti domiciliari, e Luigi Spera, di 59, già coinvolto nelle indagini sulla tentata estorsione ai familiari di Mike Bongiorno dopo il trafugamento della salma del presentatore, sottoposto all'obbligo della firma, tra gli indagati della Procura di Siracusa nell'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata all'indebito utilizzo di carte di credito anche clonate denominata “Walking card”. Sono undici i provvedimenti restrittivi emessi dal Gip Giuseppe Tripi, eseguiti dalla guardia di finanza oltre che a Siracusa anche a Catania, Roma, Ravenna, Reggio Emilia, Milano, Monza-Brianza e Varese.
La carta del malcapitato veniva clonata attraverso apparecchiature installate sui Pos di commercianti compiacenti e poi utilizzata in negozi di complicì sottraendo ingenti somme da conti correnti. Successivamente il commerciante si recava in banca a incassare i soldi ottenuti grazie alla «strisciata» illegale e divideva poi il ricavato secondo percentuali stabilite, che solitamente erano del 50% circa. Il centro per la gestione informatica sarebbe stato a Catania, ed era gestito da Antonino Agatino Messina di 42 anni, arrestato, che decriptava i codici acquisiti illecitamente dalle carte di credito.
Alcuni degli indagati avrebbero poi avuto il ruolo di procacciare nel nord Italia titolari di esercizi commerciali in cui utilizzare le carte clonate. Fra questi anche Enzo Cesarini, italo tedesco di 46 anni residente a Reggio Emilia, sottoposto agli arresti domiciliari, e Luigi Spera, di 59 anni, pugliese ma residente a Milano. Quest'ultimo era stato coinvolto nella tentata estorsione ai familiari di Mike Bongiorno dopo il trafugamento della salma. Nell'inchiesta “Walking card”, secondo la Procura di Siracusa, è coinvolto anche un gruppo di tecnici con incarichi definiti: come i catanesi Vincenzo Saccone di 51 anni, arrestato, e suo figlio Cristian di 24, posto ai domiciliari, che sarebbero stati gli addetti all'inserimento dei codici sulle carte ed anche all'effettuazione delle «strisciate» dopo aver contattato gli esercenti compiacenti.
Arresti domiciliari infine per Daniele Bizzozero, imprenditore milanese patron del Lecco Calcio 1992 accusato di essere stato uno dei commercianti compiacentì: secondo l'accusa con solo due strisciate avrebbe fatto girare la somma di 140.000 euro.
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