Colpisce il padre a martellate, arrestato
Il 25enne ha tirato fuori l’utensile mentre era seduto a mangiare: la vendetta per il trattamento riservato alla famiglia
REGGIO EMILIA. Ha tirato fuori dalla giacca una mazzetta da muratore. Poi si è scagliato contro il padre. Uno, due, colpi a ripetizione alla testa dell’uomo. E mentre il sangue finita dappertutto, paura e terrore si scatenavano nella mensa del vescovo. Pochi istanti dopo, la polizia arresta il figlio per tentato omicidio. Le indagini per capire le ragioni di quel gesto sono in corso, ma dai primi accertamenti si parla di dissidi familiari: la vendetta del giovane per come il padre tratta la moglie e gli altri figli. Anche la sera prima risulta che ci siano state forti tensioni in casa. E’ su questo che stanno cercando di fare luce gli investigatori.
L’AGGRESSIONE. Ore 10.15. Stradone del Vescovado. La fila davanti alla mensa è lunga come ogni giorno: qui i volontari distribuiscono i pasti, circa 350 al giorno. A usufruirne in prevalenza sono immigrati, provenienti davvero un po’ da tutte le parti del mondo. Sembra una giornata come le altre, mentre fuori c’è il mercato del martedì. Abdelkarim Chaoub, 25 anni, e il padre, 62 anni, marocchini da tempo in Italia, incensurati, entrano e prendono le pietanze. Poi si accomodano a un tavolo per mangiare. A un certo punto, però, il figlio si rivolge al padre dicendogli in arabo: «Quando andiamo fuori ti ammazzo». Uno dei volontari, anche lui marocchino, capisce quelle parole e si allarma. Ma è questione di pochissimi istanti. Il padre replica qualcosa e il figlio tira fuori la mazzetta e inizia a colpirlo.
L’ARRESTO. Sono grida e richieste di aiuto quelle che riempiono la stanza, mentre la gente in preda al panico scappa. Alcuni volontari che erano dietro il bancone corrono per dividere i due, mentre il pavimento si riempie di sangue. Il figlio fugge, imboccando la porta d’uscita. Ma qui ci sono altri immigrati di colore che lo bloccano e lo trattengono a terra fino a che sul posto sono arrivano gli uomini delle Volanti, che rapidamente lo prendono in consegna e lo portano in questura. Intanto, l’ambulanza viene fatta arrivare sul posto. L’uomo ferito e grondante di sangue non ha perso conoscenza. Dopo le prime cure viene trasferito d’urgenza al pronto soccorso. Le ferite sono tante, ma molti colpi è riusciti a schivarli, venendo colpito alle spalle. Il trauma cranico è importante, forse dovrà essere trasferito al maxi facciale. Le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita.
Alla mensa del vescovo, intanto arrivano gli uomini della Scientifica per i rilievi. Sul tavolo del sostituto procuratore Giacomo Forte è aperto un fascicolo per tentato omicidio. Dovrà capire perchè di tanta violenza.
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