Infortunio mortale, dolore e rabbia
L’allarme del sindaco di Casalgrande e dei sindacati Fiom e Fim dopo la morte dell’artigiano all’Acciaieria di Rubiera
CASALGRANDE. Dolore e preoccupazione, perché ancora una volta una persona è morta sul lavoro. Ha generato tante reazioni l’incidente mortale di lunedì pomeriggio alla Rubiera Special Steel di Salvaterra, quando il 59enne artigiano edile scandianese Fabrizio Baroni è deceduto dopo essere caduto con il suo Bobcat in una buca di 4 metri che stava terminando di scavare. L’impatto è stato violentissimo e l’uomo è spirato in pochi minuti, nonostante il rapidissimo intervento dei soccorsi allertati dagli altri lavoratori presenti nei capannoni dell’acciaieria. Tutte persone che conoscevano bene Baroni, visto che l’artigiano da anni si occupava di interventi per l’azienda metallurgica.
La dinamica del tragico infortunio è ancora da decifrare, non è chiaro cosa abbia provocato la caduta del Bobcat nella grande buca. È stato aperto un fascicolo d’inchiesta, affidato al sostituto procuratore Giacomo Forte, che ora attende i primi responsi della medicina del lavoro per sbloccare il corpo del 59enne e permettere lo svolgimento del funerale.
L’area dell’incidente è stata circoscritta e ora si trova sotto sequestro, compreso il bobcat che Baroni stava utilizzando al momento dell’infortunio.
Una disgrazia simile torna a far ragionare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
La rappresentanza sindacale della Rubiera Special Steel, assieme alle sigle di categoria Fiom Cgil e Fim Cisl, ha indetto una giornata di lutto d’accordo con la proprietà.
«Crediamo sia necessario, perché non succeda ancora, mettere l'accento sull'importanza della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, per tutti» – sottolineano i sindacati. La sicurezza, aggiungono – «crediamo sia di inestimabile importanza e vada messa sempre al primo posto. Basta un attimo, infatti, per compiere un passo falso a cui non è più possibile porre rimedio».
Anche quando si parla di persone competenti e esperte: «Baroni era responsabile di una ditta edile e da anni svolgeva lavori per la Rubiera Special Steel. Si trattava di un lavoratore esperto, resta quindi da capire quali siano state le cause del tragico infortunio».
Anche il sindaco di Casalgrande Alberto Vaccari è intervenuto sull’argomento sicurezza, dopo l’incidente avvenuto nel suo territorio comunale. «Non dobbiamo mai arrivare a dire: “sono cose che capitano”. No. Ferirsi o morire lavorando è una cosa che non deve accadere. C'è sempre qualcosa che si sarebbe potuto, e dovuto, fare, per prevenire, informare, istruire» – riflette il primo cittadino.
«Il lavoro è una necessità, economica ma soprattutto di dignità e di realizzazione della persona e della famiglia. E come tale deve essere un aspetto della propria vita con tutte le tutele per la salute e l'incolumità» – aggiunge.
«Da questa spirale di tragici eventi, che seppur in calo non sono ancora debellati, potremo uscire solo attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i soggetti».
E adesso «stringiamoci alla famiglia della vittima. Con l'auspicio, sentito, che queste tragedie diventino sempre più un evento più unico che raro».
La notizia della tragica morte ha colpito soprattutto a Scandiano, dove Baroni è nato e cresciuto, dove risiede tutta la sua famiglia, i figli, la compagna, il fratello e gli anziani genitori. Il 59enne ha lavorato per decenni nel settore edile, prima come dipendente e poi come artigiano in proprio, venendo a contatto con molti abitanti e con molte aziende della zona. Attualmente era titolare di due aziende distinte, una srl e una cooperativa, sempre attive nel settore dell’edilizia e dei lavori di ristrutturazione.
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