Iren esporta il teleriscaldamento in Cina
Doppio appuntamento a Pechino e a Roma per il Forum cino-italiano sulla protezione ambientale
REGGIO EMILIA. Le politiche "Made in Italy" sul riscaldamento sbarcano in Cina. Saranno infatti tre aziende italiane del settore energetico, Iren, A2A e Hera, insieme alle associazioni di categoria Utilitalia e Airu che venerdì 8 aprile, a Pechino, parleranno di teleriscaldamento e di riscaldamento urbano nel corso del Forum cino-italiano sulla protezione ambientale dal titolo "District heating: solutions towards smart and sustainable cities".
L''iniziativa è a cura - tra gli altri - del Ministero dell'Ambiente, dell'ambasciata d'Italia nella Repubblica Popolare Cinese e di Utilitalia, in collaborazione con Iren, A2a, Hera e all'associazione Airu. Al termine degli incontri previsti per la giornata, Utilitalia e la China District Heating Association (Cdha), firmeranno un memorandum d'intesa per la promozione di concreti progetti di collaborazione in settori strategici, tra i quali efficienza energetica, le energie rinnovabili e le reti energetiche, aprendo così una collaborazione industriale, nel contesto del piano quinquennale predisposto dalla cina sulle politiche energetiche e ambientali.
A pochi giorni dall'incontro di pechino, il 14 aprile a Roma si svolgerà poi un convegno al Ministero dello Sviluppo economico sulle potenzialità economiche e ambientali del teleriscaldamento in una prospettiva di sostenibilità del sistema energetico, con protagoniste ancora Iren, Hera e A2a.
Secondo i dati forniti il teleriscaldamento ha avuto un limitato sviluppo in Italia, rispetto ad altri Paesi europei, ma raggiunge comunque 3 milioni di cittadini ed è fortemente presente in città come Torino, Brescia, Milano, con una riduzione di circa 1.4 milioni di tonnellate di co2 l'anno e un risparmio conseguente di 442.000 tonnellate equivalenti di petrolio
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
