Gazzetta di Reggio

Reggio

Tensione in Til, scatta il primo sciopero

di Luciano Salsi
Tensione in Til, scatta il primo sciopero

Turni e straordinari sono al centro della contesa tra l’azienda pubblica e i lavoratori che venerdì incroceranno le braccia

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REGGIO EMILIA. Alla Til (Trasporti integrati e logistica) l'organizzazione del lavoro è flessibile come un elastico che, secondo la Cgil, la direzione aziendale ha tirato allo spasimo, fino a determinarne la rottura. La conseguenza è clamorosa. Per la prima volta, nei sedici anni della sua vita, l'azienda di proprietà interamente pubblica è la diretta controparte di uno sciopero proclamato per motivi del tutto interni, legati essenzialmente alla distribuzione squilibrata degli straordinari, che impedisce di recuperarli con le ferie e rende particolarmente faticosi certi turni.

L'astensione dal lavoro è indetta dai sindacati di categoria Filt-Cgil e Faisa-Cisal per venerdì 8 aprile nelle ultime quattro ore di servizio, dalle 17,15 alle 21,15. «Trattandosi del primo sciopero aziendale - spiega Marco Righi, neosegretario provinciale della Filt - non potevamo superare le quattro ore. Inoltre abbiamo dovuto fissarlo nella serata per rispettare le fasce di garanzia». Non era consentito, in sostanza, sospendere il trasporto dei disabili né quello scolastico, che Til svolge per la città di Reggio, i comuni limitrofi, la Bassa e una parte della Val d'Enza. Rimangono ugualmente escluse le linee verso il mare, attive solo d'estate. Quindi la protesta interesserà le linee del minibù affidate da Seta e il servizio di noleggio, cioè gli altri comparti dell’azienda nata nel 1999 da una costola di Act, che la controlla per il 94,86%, mentre il 5,14% appartiene a Farmacie Comunali Riunite.

I sindacati rimproverano all’azienda il mancato rispetto dell'accordo firmato nel 2014: «Til - accusa Righi - l'ha applicato correttamente fino allo scorso mese di settembre. Poi ha modificato unilateralmente il sistema di calcolo, che contabilizza le ore di straordinario e di flessibilità. Così i lavoratori saranno penalizzati, non avendo più residui orari sufficienti a coprire il periodo estivo di minor lavoro». Ciò significa che viene a cadere la prassi di compensare le prestazioni straordinarie con un allungamento delle ferie nel periodo estivo, quando l'attività è ridotta ai minimi termini. «L’azienda - lamenta Righi - vuole scaricare la flessibilità nei mesi estivi, quando gli autisti finiscono per essere impiegati per lavori di manutenzione».

Il contratto prevede 39 ore settimanali di lavoro distribuite su sei giorni. Ogni giorno, quindi, ne sono previste sei e mezzo, a cui s'aggiungono 45 minuti di flessibilità, per un totale di sette ore e 15 minuti. Capita però agli autisti di essere obbligati allo straordinario, fino al limite di nove ore giornaliere di guida. "Ciononostante - osserva il segretario della Filt - non tutti gli autisti (in particolare quelli delle corriere scolastiche) riescono a svolgere le 39 ore settimanali. Crediamo che l'azienda debba rispondere attraverso un'organizzazione del lavoro razionale, mentre succede che i turni giornalieri di questi autisti siano addirittura suddivisi in tre parti, con lunghe pause intermedie". Altre lagnanze riguardano la ritrosia a concedere un giorno di ferie e l'obbligo di chiamare il 118 e pagare il ticket quando ci si sente male durante il servizio. E' altrettanto spinosa la questione di metodo: "Riteniamo inaccettabile - incalza Righi - la mancanza assoluta di relazioni sindacali e la gestione del personale autoritaria. Un mese fa abbiamo presentato le nostre richieste in un incontro in Prefettura. Non avendo ricevuto risposta, indiciamo lo sciopero alla scadenza dei trenta giorni".

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