La confessione: "Volevo uccidere mio padre"
Parla il giovane che ha preso a martellate il genitore alla mensa del vescovo. E' accusato di tentato omicidio premeditato pluriaggravato: contestava al padre violenze in famiglia
REGGIO EMILIA. Emergono nuovi dettagli sulla brutale aggressione avvenuta martedì mattina alla mensa del vescovo, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia, da parte di un giovane di 25 anni contro il padre 62enne.
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Abdelkarim Chaoub alla polizia ha confessato di essere andato là per uccidere il padre. Sono stati gli agenti a dirgli, dopo che era stato bloccato, che il padre non era morto per i colpi che gli aveva inferto e che se la caverà. Ora è accusato di tentato omicidio premeditato pluriaggravato.
Il giovane aveva con sé un martello a cui aveva accorciato il manico, proprio per riuscire ad accultarlo sotto la giacca, e un coltello da cucina, che però non ha utilizzato. Non era andato col padre alla mensa per mangiare. Lo aveva raggiunto là. Aveva fatto la fila, non aveva però preso il vassoio, si era infilato nella sala da pranzo solo per avvicinarsi al genitore.
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Una volta accanto a lui, quelle parole: "Quando vieni fuori ti uccido". La replica del padre. E l'aggressione proprio lì, in mezzo alla sala da pranzo. Non culminata in tragedia solo per l'intervento delle altre persone. Le stesse che poi hanno bloccato il giovane mentre si allontanava.
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Gli investigatori, coordinati da pubblico ministero Giacomo Forte, stanno cercando di capire le ragioni di tanta furia. E' il figlio a contestare al padre, El Hassan Chaoub, di aver abbandonato il lavoro, 5 anni fa. E le violenze in casa. L'uomo, oltre al 25enne, ha altri figli 6 figli: 4 maschi e due femmine. Episodi che ora la polizia cercherà di accertare. La famiglia risulta risiedere a Bibbiano, ma il 25enne non abita più con loro.
Il 62enne resta ricoverato al Santa Maria Nuova. E' stato colpito ripetutamente con il martello alla testa. Ha fratture al cranico e alla mandibola. E' stato colpito anche quando era a terra. Secondo i medici quei colpi avrebbero potuto ucciderlo.
Intanto, il questore Isabella Fusiello, si dice pronta a far fare più passaggi delle Volanti davanti alla mensa del vescovo, per garantire maggiore sicurezza anche agli operatori. "Questa è una storia purtroppo di tensioni famigliari - evidenzia - se qualcuno ci avesse chiamato prima, ci avesse segnalato questa situazione forse saremmo potuti intervenire prima di arrivare a questo punto".
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