Cade da una scala in ditta artigiano ferito alla testa
Scandiano: un volo da quattro metri di altezza ieri mattina alla Sacil di Bosco Un 54enne di Reggio ricoverato nella terapia intensiva del Santa Maria Nuova
SCANDIANO. Una brutta caduta dalla scala, una botta in testa e un trauma cranico. Sono ancora piuttosto serie le condizioni di P.M., 54enne artigiano rimasto vittima ieri mattina di un incidente all’interno della Sacil, azienda scandianese di profilati e lamiere che ha sede in via dell’Industria 6, nel quartiere artigianale di Bosco.
Il 54enne, un artigiano meccanico residente a Reggio Emilia, si trovava nello stabilimento della Sacil per effettuare alcuni interventi. Verso le 10.30, mentre era su una scala a quasi quattro metri di altezza, ha perso l’equilibrio ed è caduto al suolo, per motivi ancora da stabilire nel dettaglio. Gli altri lavoratori presenti hanno subito dato l’allarme avvisando il 118. A Bosco sono arrivate l’automedica del pronto soccorso dell’ospedale Magati e l’ambulanza della Croce Rossa, assieme ai carabinieri scandianesi e ai funzionari della Medicina del lavoro del distretto ceramico.
I sanitari, visti i forti traumi riportati dall’uomo nella caduta e preoccupati in particolare per le possibili conseguenze del colpo alla testa, hanno deciso per l’immediato ricovero al reparto di terapia intensiva dell’arcispedale cittadino Santa Maria Nuova.
P.M. si trova ancora lì, sotto stretta osservazione, per evitare peggioramenti improvvisi.
«E’ un artigiano indipendente che collabora con noi per alcuni interventi – racconta Massimo Latella, uno dei soci della Sacil, presente a Bosco al momento della caduta –. Era su una scala, quando è caduto. Abbiamo subito chiamato le ambulanze».
Ora, in attesa di buone notizie dal fronte medico, la palla passa alla Medicina del lavoro e ai carabinieri, coordinati dalla Procura reggiana, visto che, come da prassi, in questi casi è stato aperto un fascicolo d’inchiesta. Il personale della Medicina del lavoro sta cercando di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente per capire cosa sia successo, se si sia trattato di una fatalità o se qualcosa non ha funzionato nelle varie manovre.
Il tema della sicurezza sul lavoro è quantomai attuale nel distretto ceramico in queste ore, con questo nuovo incidente che va ad aggiungersi alla tragedia di lunedì a Salvaterra, all’ex Acciaieria di Rubiera, dove il 59enne artigiano edile scandianese Fabrizio Baroni è morto cadendo in una profonda buca che stava scavando con il suo bobcat. L’area del sinistro mortale è sotto sequestro, i dipendenti e i sindacati hanno proclamato una giornata di lutto e sono intervenuti per chiedere il massimo rigore per la sicurezza sui luoghi di lavoro, specie in condizioni usuranti come quelle di un cantiere. (adr.ar.)
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