Manager assolto per l’operaio ferito: «L’azienda è sicura»
REGGIO EMILIA. Nella sua funzione di responsabile aziendale della sicurezza si è occupato di far rispettare scrupolosamente le norme di legge poste a tutela dei lavoratori. E quando lui stesso è...
REGGIO EMILIA. Nella sua funzione di responsabile aziendale della sicurezza si è occupato di far rispettare scrupolosamente le norme di legge poste a tutela dei lavoratori. E quando lui stesso è finito vittima di un grave infortunio sul lavoro, travolto da un muletto che procedeva in retromarcia, il legale rappresentante dell’azienda è stato assolto dall’accusa di lesioni gravi.
Nel corso del processo, infatti, l’avvocato Nino Giordano Ruffini, difensore di Mirco Brindani, legale rappresentante della Zincatura Padana di Cella, ha evidenziato come nel piazzale dell’azienda ci fosse la segnaletica orizzontale e verticale necessaria. I percorsi dei muletti erano indicati chiaramente, così come i rischi per chi si trovava a transitate nell’area in questione. Il legale rappresentante era accusato di lesioni gravi e di non aver rispettato le norme di sicurezza. Contestazioni che a dibattimento, di fronte al giudice Dario De Luca, sono cadute.
L’infortunio sul lavoro si era verificato il 22 settembre del 2009. L’addetto alla sicurezza, C. F. le iniziali, era stato travolto da un muletto in retromarcia che gli schiacciò la gamba destra, provocandogli fratture e lesioni di varia natura. L’incidente ha avuto conseguenze molto serie, tanto che la prognosi stilata è stata di due mesi. Il dipendente inoltre è stato sottoposto ad alcuni interventi chirurgici.
A seguito di questo incidente, dopo i rilievi della Medicina del lavoro dellì’Ausl, il legale rappresentante è stato indagato per lesioni gravi e per aver omesso di adottare tutte le misure di sicurezza contro i rischi di schiacciamento, urti e investimento duranto il carico e scarico di mezzi.
A dibattimento il difensore ha evidenziato come invece l’azienda sia sicura sotto tutti i punti di vista e pertanto l’incidente è stato attribuito a cause che non dipendono dal conducente del muletto e dai titolari dell’azienda.
Paradossolmente, l’assoluzione è un attestato del buon lavoro svolto dal dipendente infortunato, nel suo ruolo di responsabile della sicurezza.
Quello della Zincatura Padana non è il primo caso di azienda assolta perché a dibattimento è emerso che i titolari avevano messo in atto tutte le misure atte a prevenire gli incidenti. Il fatto che si verifichi un grave incidente sul lavoro non significa automaticamente che i responsabili siano i datori di lavoro, che restano però i primi ad essere investiti della responsabilità dell’incolumità dei dipendenti.
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