Sassi: «In troppi con la minima più solidarietà sulle pensioni»
REGGIO EMILIA. Il 2,3% dei pensionati reggiani (poco più di 5mila persone) ha diritto a 260milioni di euro l’anno di pensione. Tanto quanto si devono suddividere il resto del 30% dei pensionati...
REGGIO EMILIA. Il 2,3% dei pensionati reggiani (poco più di 5mila persone) ha diritto a 260milioni di euro l’anno di pensione. Tanto quanto si devono suddividere il resto del 30% dei pensionati reggiani, ben 65mila persone con la minima. I primi, infatti, hanno diritto a un assegno mensile di oltre 3mila euro mentre i secondo sotto i 500 euro. «Serve un contributo di solidarietà dalle pensioni più alte, come chiesto dallo stesso presidente dell’Inps - dice il vicesindaco di Reggio Matteo Sassi - ma questo provvedimento a costo zero per la fiscalità generale è osteggiato dal governo. Parliamo di una misura politicamente condivisibile. Le pensioni pesano sul bilancio stata per molti miliardi di euro. È paradossale che l’esecutivo non ponga in essere una manovra redistributiva, come chiesto anche dallo stesso Tito Boeri dell’Inps. Pensiamo poi alla necessità di istituir dei fondi speciali, come quello per gli ultracinquantenni che hanno perso il posto di lavoro e non hanno più prospettivi di rioccupazione. Ormai non si tratta più solo del caso esodati, ma di molte altre persone. La differenza tra pensioni alte e quelle basse è alta a Reggio, doce la coesione sociale e la redistribuzione sono molto più elevate. Figuriamoci nel resto del paese». (e.l.t.)
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