«Siamo sposati da 60 anni, ma sono volati»
San Polo d’Enza: gli ex commercianti Mirella e Pietro Vologni hanno festeggiato le nozze di diamante
SAN POLO D’ENZA. Nozze di diamante per una coppia di commercianti sampolesi. Sessant’anni insieme: il ragguardevole (e sempre più raro) traguardo è stato festeggiato domenica da Mirella Dallari, 75 anni, e Pietro Vologni, 86, circondati dall’affetto dei tre figli Luisa, Roberto e Stefano, del nipote e dei tre pronipoti. Per loro un bel pranzetto in famiglia con la torta di crema e frutta, cucinata da Roberto e tanti ricordi da raccontare.
«Quando ho conosciuto mio marito – racconta Mirella – io avevo solo 14 anni ma ero già grande, perché lavoravo nel caseificio gestito da mio padre in via Gian Maestri. Facevo il formaggio e mio padre scriveva sulla forma il mio nome, così se si gonfiava sapeva chi aveva sbagliato».
Pietro portava il latte e non andava mai via, rimaneva lì per ore senza dire niente. Così un giorno Mirella fece la prima “mossa” e gli chiese: «Vot gnir a moros? (Vuoi venire a moroso?)».
E Pietro, che probabilmente non aspettava altro, non se lo fece chiedere due volte.
Il 2 aprile 1956, Mirella e Pietro si sposarono nella chiesa di San Polo. Dopo poco nacque Luisa, la loro prima figlia e per i due sposini c’era già il lavoro pronto: la vendita di frutta e verdura nei mercati.
E allora si andava al lavoro anche con un bimbo da allattare al seguito.
Il papà di Pietro, Giuseppe Vologni, in tempo di guerra, andava a Monticelli Terme (Parma), a prendere l’acqua da far bollire per poi ricavarne il sale da vendere.
Un giorno, mentre attraversava l’Enza, rimase ferito a causa di una bomba che gli procurò un’invalidità permanente ai polmoni.
Grazie a questa invalidità, potè ottenere la licenza di ortolano ambulante per vendere frutta e verdura nei vari mercati. Per anni anche Luisa e Pietro hanno venduto frutta e verdura nei mercati di Traversetolo, di Castelnovo Monti e nelle fiere. E d’estate vendevano le cocomere a fette in piazza a San Polo.
Pietro e Mirella ora sono in pensione e, una decina d’anni fa, il figlio Stefano ha aperto un negozio di frutta e verdura in piazza Matteotti, sempre nel cuore del paese.
Come si fa ad andare d’accordo per sessant’anni?
«Non è facile. A volte si litiga, ci si sopporta. E poi si fa pace. Ma anche se sono tanti anni, in realtà, passano in fretta, soprattutto quando si lavora tanto».
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