Consorzio, Caselli: «Piano produttivo risultato importante»
Positivo il parere dell’assessore regionale all’agricoltura sulla decisone presa mercoledì scorso dall’assemblea
REGGIO EMILIA. Il Piano di regolazione dell'offerta approvato mercoledì scorso dall’assemblea del Consorzio del Parmigiano reggiano è lo strumento che da tempo viene utilizzato per assicurare modalità di gestione dell’offerta di questo nostro prodotto. Con lo scopo di adeguarla alla domanda garantendo così un rapporto equilibrato fra i due fattori.
Il nuovo piano che andrà a sostituire quello in scadenza a fine 2016 punta sull’equilibrio fra le latte prodotto e quote di produzione. Il piano di regolazione ‘2017 – 2019’ è stato costruito riferendosi ai 17.550.000 quintali di latte trasformabile nel comprensorio (corrispondente a 2,925milini di forme), garantendo però uno spazio di crescita fino al limite massimo di 18.250.000 quintali di latte che corrisponde all'ammontare complessivo delle quote latte di cui gli allevatori dispongono vale a dire una possibilità di crescita massima del 4%.
Un meccanismo che tutela e premia il lavoro dei produttori storici di Parmigiano Reggiano per i quali le quote acquisite oggi rappresentano un patrimonio personale, e non dei caseifici come accade per altre Dop. Visto che chi vorrà inserirsi nella filiera, per poter produrre, dovrà ricorrere all'acquisto di queste quote. Esistono poi particolari dettagli tecnici di questo piano che prevedono compensazioni a livello comprensoriale soprattutto a favore delle aree di montagna e per i giovani produttori. I produttori che rispetteranno la quota assegnata non saranno assoggettati ad alcuna contribuzione aggiuntiva, che invece sarà applicata in percentuale direttamente proporzionale allo sforamento.
Un occhio di riguardo è riservato ai giovani, che nel caso di primo insediamento per tre anni usufruiranno di sconti proprio sulle contribuzioni aggiuntive legate ad eventuali produzioni in eccesso. L'assessore regionale all'agricoltura, caccia e pesca Simona Caselli, intervenuta ieri a Reggio Emilia all'Assemblea del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ha sottolineato come «il Parmigiano-Reggiano rappresenta per l’agroalimentare emiliano-romagnolo una produzione di punta che assorbe il 90% del latte prodotto».
«Questa scelta di puntare su una produzione a qualità regolamentata – continua l’assessore - e su un sistema produttivo basato sulle aggregazioni ci sta proteggendo dalle difficoltà sul fronte dei prezzi. L’approvazione del Piano di regolazione dell’offerta 2017-2019 di mercoledì da parte dell’Assemblea è un passaggio importante. E’ stato dato un mandato forte al consiglio di amministrazione che fa ben sperare anche sulla raccolta di adesioni da parte di allevatori e caseifici e, più in generale, sulle scelte future che il Consorzio dovrà fare. Tra gli aspetti importanti del Piano approvato vi è quello della priorità del meccanismo della compensazione per le produzioni di montagna. Un risultato significativo per le aree svantaggiate, tanto più se collegato alle opportunità di valorizzazione che potranno arrivare dalla denominazione di 'prodotto di montagna'. Ora occorre attendere la raccolta di adesioni degli allevatori e dei caseifici fino ad almeno il 66% del latte e del formaggio prodotto. Successivamente l’approvazione del Piano da parte del Mipaaf, previo parere tecnico di una commissione di cui fa parte anche un rappresentante della Regione Emilia-Romagna»
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