Gazzetta di Reggio

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Referendum sul lavoro, via alle firme

di Roberto Fontanili
Referendum sul lavoro, via alle firme

La Cgil, su mandato delle assemblee dei lavoratori, punta a cancellare legge Sacconi, riforma Fornero e Job’s Act

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REGGIO EMILIA. La Cgil vuole rovesciare il tavolo e cancellare in un colpo solo tutte le norme che in questi anni a suo parere hanno smantellato e cancellato i diritti dei lavoratori. A partire dalla legge Sacconi, passando per la riforma Fornero e arrivare al Job’s Act. Norme che per la Cgil hanno pervicacemente svuotato lo Statuto dei lavoratori datato 1970. Per farlo non ha scelto la strada abituale della mobilitazione sindacale e degli scioperi, ma quella parlamentare per arrivare a far approvare una legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto del lavoro (“per lavoratori dipendenti e precari” ha chiarito il segretario provinciale Guido Mora) e raccogliere un milione di firme necessarie per proporre tre referendum abrogativi. «E mettersi al sicuro anche nel caso in cui venga approvata la Riforma costituzionale che alza da 500 a 800 mila le firme necessarie per i referendum abrogativi», ha spiegato ieri il segretario provinciale della Cgil Guido Mora. Lo scopo dei referendum è quello di eliminare le norme che hanno introdotto i voucher (che per la Cgil non garantiscono a nessuno diritti e lavoro), le norme che limitano la responsabilità del committente negli appalti (pubblici e privati) e reintrodurre il diritto del lavoratore a posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Su questo obiettivo strategico perseguito dalla Cgil per rimettersi in un colpo solo al centro del confronto politico e mettere nel mirino il governo Renzi, è da tempo già mobilitata la Camera del Lavoro reggiana. E “a pancia bassa”, ha rilevato ieri il segretario provinciale Guido Mora, presentando i dati della consultazione straordinaria degli iscritti svolta da gennaio da oggi. Oltre 1.100 assemblee n tutta la provincia in cui la proposta della Cgil di una nuova “Carta universale dei diritti del lavoro” e di raccogliere le firme per i tre referendum abrogativi ha ottenuto tra lavoratori e pensionati 29.313 voti a favore, 64 contrari e 149 astenuti.

Concluso questo primo passaggio, che era anche il più semplice da raggiungere (e che ha visto la Camera del lavoro reggiana al terzo posto in regione per numero di iscritti coinvolti), comincia la parte più complicata.

«Una fase che richiede un confronto pubblico - ha spiegato Guido Mora - per coinvolgere anche forze politiche, istituzioni e altre associazioni». A cui si affianca anche un grande sforzo organizzativo, ha aggiunto il responsabile organizzativo della Camera del lavoro Luca Marchesini e che vedrà la Cgil da domani fino all'8 luglio presente nelle piazze dei maggiori comuni reggiani e nei luoghi di lavoro.

L'obiettivo finale è quello di raccogliere almeno 30 mila firme a sostegno della proprie proposte rivolgendosi a tutti i cittadini. Una cifra quella delle 30 mila firme che è pari a quasi un terzo degli iscritti della Camera del lavoro e, di fatto, lo stesso numero dei lavoratori e pensionati hanno già approvato le proposte della Cgil.

Infine nel direttivo di mercoledì la Cgil reggiana, unica per ora nel panorama italiano, ha anche approvato un ordine del giorno con l'invito a votare sì al referendum sulle trivellazioni in mare.

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