Reggio Emilia, Italicum: 5.000 firme contro la riforma costituzionale
Partenelle principali piazze del capoluogo la raccolta firme per la presentazione di tre quesiti referendari. Il primo è per dire “no” alla riforma del Senato, mentre gli altri due, relativi all'Italicum, propongono altrettanti sì all'abrogazione del premio di maggioranza e dei capilista bloccati nella legge elettorale.
REGGIO EMILIA. La società civile di Reggio Emilia si mobilita contro la riforma costituzionale sul Senato e per la modifica della legge elettorale Italicum. Parte infatti domani nelle principali piazze del capoluogo la raccolta delle firme promossa dal “coordinamento democrazia costituzionale” reggiano per la presentazione di tre quesiti referendari.
Il primo è per dire “no” alla riforma del Senato, mentre gli altri due, relativi all'Italicum, propongono altrettanti sì all'abrogazione del premio di maggioranza e dei capilista bloccati nella legge elettorale.
L'avvio dell'iniziativa è annunciato oggi, nella sede della Cgil reggiana, dai numerosi rappresentanti aderenti al coordinamento (ad oggi 22) che annovera tra le sue file, oltre alla senatrice Maria Mussini e un gruppo di dirigenti della Cgil, anche Anpi, aAci, i partiti Pdci e Sel numerose associazioni.
Il traguardo da tagliare è quello delle 5.000 firme a Reggio e provincia che, considerata la precedente consultazione referendaria del 2011 quando le firme raccolte furono circa 13.000, sembra alla portata.
La petizione sarà accompagnata da qui ad ottobre, periodo previsto per il referendum, da una serie di iniziative e momenti di approfondimento. In cantiere anche una lettera ai sindaci reggiani e un appello agli intellettuali reggiani a promuovere i temi oggetto dei quesiti
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