Morto alle acciaierie, ieri l’ultimo saluto
Scandiano: tanti amici e parenti alle esequie di Fabrizio Baroni, celebrate ieri pomeriggio al cimitero
SCANDIANO. Si sono svolti ieri pomerigggio, con grande partecipazione di amici e parenti, i funerali di Fabrizio Baroni, il 59enne artigiano edile scandianese morto lunedì pomeriggio all’Acciaieria di Rubiera a Salvaterra cadendo con il suo bobcat in una buca che stava scavando nello stabilimento.
Dopo alcuni giorni di attesa, è arrivato il via libera del magistrato a cui è stata affidata l’inchiesta sul sinistro e che ha accertato come non vi fossero responsabilità di altre persone all’origine del tragico incidente, quando Baroni, avvicinadosi troppo alla buca, ha finito per cadervi dentro riportando un grave trauma cranico che lo ha portato alla morte quasi immediata. Finalmente ieri i familiari e gli amici hanno potuto salutare Fabrizio.
Il corteo funebre è partito dal cimitero di Coviolo a Reggio e ha raggiunto il cimitero scandianese. Qui, dopo una benedizione nella cappellina del camposanto, il corpo è stato sepolto.
Baroni lascia la moglie Lorena, la figlia Valentina con il genero Luca e il piccolo Tommy, la mamma, il papà, il fratello Umberto e la cognata, oltre a tanti parenti che vivono a Scandiano, il paese dove l’artigiano edile è nato e ha sempre abitato. Nel frattempo proseguono le indagini per capire cosa sia accaduto nell’acciaieria di Salvaterra lunedì scorso, e se vi siano stati errori o responsabilità. Per ora, è stato aperto solo un fascicolo per omicidio colposo.
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