Spuntano anche due reggiani
Sono Giovanni Fagioli e Gabriele Benfenati, presidente e consigliere della Snatt di Campegine
REGGIO EMILIA. Dalla Snatt Logistica di Campegine, raggiunta telefonicamente, fanno sapere che non intendono commentare e che nessuno vuole rilasciare dichiarazioni. È qui, in via Kennedy, società di movimentazioni merci dove non sono mancate durissime vertenze sindacali (fra le quali la lunga contesa con i facchini della Gfe), che Giovanni Fagioli e Gabriele Benfenati rivestono rispettivamente il ruolo di presidente e consigliere delegato del Consiglio di gestione, dove si decidono «con competenza esclusiva» tutte le operazioni aziendali. Sono proprio Fagioli e Benfenati i due reggiani coinvolti nello scandalo Panama Papers, dal quale emerge una rete di società off shore che coinvolge i potenti di mezzo mondo: un elenco in Italia di circa 800 nomi, i primi cento dei quali pubblicati sull’Espresso in edicola, sbucati fuori dallo studio Mossack Fonseca. In totale, sono 12 gli emiliano romagnoli saltati fuori dagli archivi: tre bolognesi, quattro modenesi, i due reggiani, altrettanti riminesi e un ferrarese. Fagioli, classe 1965, viene definito “armatore”: dal 2004 è infatti a capo anche della Nuova Finaval Spa, società con una sede a Castelnovo Sotto impegnata nel settore delle navi gasiere, nella dismissione di navi chimiche e nel settore petrolifero.
L’armatore viene indicato come “Pep”, ovvero “Political Exposed Persone” sigla che lo studio Mossack Fonseca usa per definire le “persone politicamente esposte”, in virtù del suo ruolo di console onorario per la Repubblica di Bulgaria. L’industriale reggiano, che non ha voluto rispondere alle domande dell’Espresso, risulta beneficiario dal 2009 della società off shore Great Alliance International Ltd, con sede alle Isole Vergini Britanniche. Intermediaria sarebbe stata la Confluence Management Consulting Limited. Fra le carte dell’Espresso, figura come “armatore” anche Gabriele Benfenati, da tempo braccio destro di Fagioli, che raggiunto da Repubblica afferma: «Non so di che cosa si parla». Un collegamento con Reggio, nell’elenco dei cento nomi, è anche quello di Simone Cimino, in passato ad e vicepresidente dell’Arkimedica di Cavriago, noto per il fallito tentativo di acquistare la Fiat di Termini Imerese. Secondo l’inchiesta dell’Espresso, a Cimino è attribuita la Fento Private Invest Inc. delle Isole Vergini Britanniche, costituita nel 2009.
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