Anche il sindaco Ruffini con i carabinieri
Il primo cittadino ha seguito gli sviluppi delle indagini ed è uscito dalla villetta molto provato
VETTO. C’era anche Fabio Ruffini, sindaco di Vetto, nella villa di via Piagnolo 14, dove ieri sera sono state trovate senza vita due persone, il pensionato 63enne Giovanni Amedeo Cavecchi e la compagna 55enne, Lidiya Kyrylenko, di origini ucraine.
Attorniato dai carabinieri di Castelnovo Monti e dai militari della Scientifica del comando provinciale, il primo cittadino è rimasto a disposizione degli investigatori, fermo nel portichetto della stessa villa, per dare una mano all’identificazione delle vittime e, al tempo stesso, essere aggiornato in tempo reale sugli sviluppi delle indagini.
In un silenzio inquietante quanto la scena cui si é trovato davanti, il primo cittadino ha assistito a tutte le prime fasi dei rilievi.
Fermo davanti alla porta d’ingresso della villa al civico 14 di via Piagnolo, pallido in viso e avvolto in una sciarpa spessa, é rimasto sul posto fino alle 23, prima di salire sulla propria auto e allontanarsi dal borgo vettese, poche case su una stradina che da Buvolo porta fino a Rosano, passando per Pineto.
«Non posso rivelare nulla di quanto accaduto, nè sull’identità delle vittime – ha commentato uscendo, visibilmente provato – I carabinieri mi hanno detto di non parlare. É una situazione molto delicata, una storia molto seria. Scusate».
Non conosceva personalmente le due vittime ma quanto accaduto al primo piano della villa, una delle prime case che si incontrano arrivando a Piagnolo, lo ha profondamente sconvolto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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