Una fondazione intitolata ai Martiri del 7 Luglio
Nella sede della Regione si sono svolti diversi incontri tra l’assessore Mezzetti e i familiari delle vittime: l’obiettivo è incentivare le ricerche sulla strage
REGGIO EMILIA. C’è l’interesse, se non anche l’impegno da parte dell’assemblea regionale dell’Emilia Romagna e dell’assessore alla cultura Massimo Mezzetti, ad approfondire le possibilità di una riapertura del processo in relazione ai fatti del 7 luglio 1960 a Reggio Emilia quando cinque manifestanti – Lauro Farioli, Marino Serri, Emilio Reverberi, Ovidio Franchi e Afro Tondelli – durante lo sciopero contro il governo Dc-Msi di Fernando Tambroni, caddero sotto i colpi sparati ad altezza d’uomo dalla polizia. Sono questi gli sviluppi importanti sul ricordo della strage del 7 Luglio 1960: allora a rimetterci la vita furono cinque lavoratori tra i 19 e i 30 anni.
Sviluppi che vengono confermati dopo che, nelle ultime settimane, proprio nella sede della Regione in viale Aldo Moro a Bologna, si sono tenuti diversi incontri, tra l’assessore Mezzetti, alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione, e i familiari delle vittime. Presente anche Giuliano Bugani, il regista del documentario “Il sole contro. 7 luglio 1960, Reggio Emilia”, del collettivo bolognese Indygroundfilm e pubblicato dalla Bèbert Edizioni, che ha ricostruito la strage.
Silvano Franchi, fratello di Ovidio (uno dei ragazzi uccisi il 7 luglio 1960 ), ha illustrato il suo progetto di una Fondazione, che sia sostenuta dalla Regione, intitolata ai Martiri del 7 Luglio ’60. «Lo scopo è quello di portare all’attenzione degli studenti le vicende di quella tragica giornata – commenta Franchi – e di incentivare approfondimenti e studi, fino a tesi di laurea elargendo borse di studio». L’obiettivo dell’associazione dei familiari delle vittime, di cui Franchi è lo storico rappresentante, è quello di ottenere infatti un supporto economico per una ricerca di eventuali documenti che facciano luce sui mandanti della strage ovvero gli ideatori, da destinare a studenti universitari per una eventuale ricerca. Nel primo incontro in Regione, presenti anche i consiglieri Giulia Gibertoni (M5s), Piergiovanni Alleva (Altra Er) e Roberta Mori (Pd), è stata presentata la proposta di un percorso che coinvolga anche i consiglieri della Regione e tutta l’assemblea legislativa, per capire se, attraverso anche le novità emerse nel documentario di Giuliano Bugani, si può fare riaprire il processo che vide assolti gli imputati delle forze dell’ordine “perché il fatto non sussiste”. «Un successivo incontro tra me e l’assessore Mezzetti – dice ora il regista Bugani – ha permesso di approfondire il primo incontro e a questo punto sembrerebbero essere state gettate le basi al fine di aprire un dibattito, da tempo dimenticato in questa Regione, sulla vicenda del 7 luglio 1960. Nei prossimi mesi potrebbero esserci ulteriori sviluppi. Già un primo successo è stato raggiunto con l’interessamento dell’assessore Mezzetti e dei consiglieri regionali. Un lavoro complesso ma sembra si sia aperta una nuova strada».
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