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«Delrio ha mentito, deve dimettersi»

«Delrio ha mentito, deve dimettersi»

Affondo delle parlamentari Sarti e Spadoni (M5s): «Sapeva l’origine calabrese della sua dirigente»

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REGGIO EMILIA. «Delrio mente davanti ai Pm antimafia oppure, nella migliore delle ipotesi, è talmente incapace da non ricordare fatti risalenti a pochi mesi prima. Si dimetta». È l’attacco sferrato dai parlamentari M5s, in merito a quanto emerso nell’interrogatorio reso ai pm dell’antimafia bolognese il 17 ottobre 2012 dal ministro Graziano Delrio. «È gravissimo non raccontare la verità a un magistrato antimafia - aggiungono in particolare i parlamentari M5s, Giulia Sarti e Maria Edera Spadoni - Delrio lo ha fatto il 17 ottobre 2012, parlando di Maria Sergio, allora sua fedele dirigente all’urbanistica e moglie di Luca Vecchi, al tempo capogruppo Pd e oggi sindaco di Reggio Emilia».

Secondo il M5s, «il ministro dichiara di non sapere che la Sergio sia nativa di Cutro, cosa che tutti sapevano a Reggio Emilia, ma soprattutto, a domanda del magistrato sulle parentele della stessa con persone originarie di Cutro che svolgano attività imprenditoriale nel settore edilizio, egli dichiara di non saperne nulla? Peccato che il 23 luglio dello stesso anno il Consiglio comunale di Reggio votò un piano dei parenti della Sergio, con due atti su tre firmati dalla stessa dirigente all’urbanistica, come denunciato sulla stampa la scorsa settimana, e una terza firma di Massimo Magnani, dirigente di massima fiducia di Delrio e lontano parente dello stesso. A prova di quel conflitto d’interesse di cui Delrio non poteva non sapere, il capogruppo Pd Vecchi, marito della Sergio si astenne in consiglio il 23 luglio 2012», insistono i parlamentari M5S. Il riferimento è alla vicenda della Itacef degli imprenditori cutresi Guseppe e Raffaele Turrà, che partecipò a un piano urbanistico con la La Sorgente Srl di cui gli stessi sono soci per il 25%. Nella seduta del consiglio comunale del 23 luglio 2012, Vecchi, allora capogruppo del Pd ha partecipato alle altre votazioni, ma non all’approvazione del piano, dal momento che era coinvolta la ditta in parte di proprietà dei parenti della moglie, Maria Sergio, che aveva firmato alcuni atti relativi allo stesso progetto. Allora sindaco era Delrio.

La Sergio ha firmato la determinazione dirigenziale del settembre 2007 su questo atto, che autorizzava alla presentazione del progetto.

Il terreno non era ancora di proprietà della società dei parenti. Un altro atto a firma Sergio risale invece all’agosto del 2012 in cui si comunica l’approvazione del Piano. La convenzione approvata arreca invece la firma di Massimo Magnani. «È qui che Delrio mente oppure si dimostra totalmente incapace e comunque deve dimettersi immediatamente», chiudono Sarti e Spadoni. L’origine cutrese della Sergio, infine, come da prassi sarebbe contenuta anche negli atti di nomina da dirigente, approvati in due sedute della giunta del 2004 e del 2009 alle quali partecipò anche l’allora sindaco Delrio.

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