Il premier Renzi “blinda” Delrio
«Dimissioni? Una barzelletta». Ma il M5s torna all’attacco sul blog di Grillo: «O mente o è incapace»
REGGIO EMILIA. «Un grande abbraccio a Graziano Delrio, una delle persone più specchiate che ci siano. Chiederne le dimissioni è una barzelletta da respingere al mittente». Il premier, Matteo Renzi, blinda il suo ministro. E scende in campo in difesa di Graziano Delrio proprio nel giorno in cui sul blog di Beppe Grillo si invocano per l’ennesima volta le sue dimissioni, lanciando l’hashtag #DelrioDimettiti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13284215:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/caso-sergio-delrio-vecchi-e-sergio-integerrimi/51762/51859]]
Il presunto dossier fotografico emerso dall’inchiesta di Potenza, per il quale il ministro ha presentato un esposto. E poi le dichiarazioni rese nel 2012 ai pm dell’antimafia di Bologna – ora svelate senza gli omissis – nelle quali l’ex sindaco dice di non avere saputo che Maria Sergio è di Cutro. Al ministro nella bufera fa scudo il presidente del Consiglio, che uscendo ieri dal transatlantico alla Camera dopo l’intervento sul ddl sulle riforme costituzionali, spezza una lancia in difesa dell’ex sindaco di Reggio: «Se chi ne chiede le dimissioni avesse un decimo della moralità di Delrio sarebbe molto meglio».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13274382:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/04/11/news/il-ministro-delrio-maria-sergio-di-cutro-non-lo-sapevo-1.13274382]]
Una dichiarazione arrivata al termine di una giornata in cui la richiesta di dimissioni approda direttamente sul blog di Beppe Grillo, con un post dal titolo «Delrio mente ai pm antimafia o è smemorato?» a firma del M5s Parlamento. Nel mirino dei pentastellati, finiscono proprio le dichiarazioni su Maria Sergio che l’ex sindaco rese ai pm di Aemilia, come persona informata dei fatti.
Fonti vicine al ministro ricordano che si tratta di un verbale del 2012. E che la Procura chiuse l’inchiesta stabilendo che Delrio non era indagato.
Ma, attaccano dal M5s, «Delrio o ha mentito davanti ai pm o è incapace e smemorato», motivando la richiesta di dimissioni con il caso Itacef e con le due delibere per la nomina di Maria Sergio.
Dal M5s tornano a chiedere anche che Delrio venga convocato in commissione antimafia. Parole alle quali risponde Franco Mirabelli, componente Pd della commissione, per il quale «l’aspetto inquietante nell’ossessione» del M5s «è la sovrapposizione delle loro argomentazioni, infondate, con l’attività di dossieraggio svolta da Gemelli & compagni». Su Facebook, anche Michele Delrio, figlio del ministro, difende il padre, attaccando la stampa e parlando di «deriva giustizialista di questo paese». In difesa di Delrio, anche il sindaco di Boretto, il renziano Massimo Gazza.
Sulla vicenda interviene anche l’ex primo cittadino vicario, Ugo Ferrari, «non credo che sia fra le mansioni del sindaco sapere dove nasce un dirigente». Sull’origine cutrese di Maria Sergio, per Ferrari «Delrio avrà saputo che era meridionale, senza sapere il paese».
Ferrari ricorda di aver saputo dell’origine cutrese della Sergio qualche anno dopo averla conosciuta, precisando che «gli amministratori non leggono tutti i dettagli di una delibera su una decisione assunta»: «Di qualcosa ci si può anche dimenticare– conclude Ferrari – E devo dire che mi indigna questa battaglia sul nulla addosso a persone per bene e di specchiata onestà». (e.spa.)
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