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Cava Caselli, pressing Pd-M5S «Denunciate la ditta Bacchi»

BORETTO. Le opposizioni consigliari di Viadana (Mantova) sollecitano l'amministrazione comunale su Cava Caselli. I consiglieri Nicola Federici, Adriano Saccani (Pd), Alessandro Teveri, Monica Susi...

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BORETTO. Le opposizioni consigliari di Viadana (Mantova) sollecitano l'amministrazione comunale su Cava Caselli. I consiglieri Nicola Federici, Adriano Saccani (Pd), Alessandro Teveri, Monica Susi Foti (5 Stelle), Silvio Perteghella (Viadana democratica) e Dario Anzola (Il grande fiume) hanno presentato una mozione in vista del prossimo consiglio comunale. L'area è stata recentemente oggetto di un intervento di riqualificazione ad opera della ditta che aveva ottenuto la concessione per le escavazioni, con la posa di 7000 piante autoctone, la formazione di un prato e altri lavori provvisionali. Il punto della situazione è stato fatto in consiglio comunale il 3o marzo, quando l'amministrazione ha fornito un rendiconto. «Nei giorni scorsi – aveva detto l'assessore Franco Rossi – la Bacchi ci aveva comunicato di avere terminato i lavori di rinaturazione, chiedendo di effettuare un sopralluogo in vista del collaudo. Nessun collaudo, però, può essere effettuato, essendo pendenti cause legali tra ditta ed ente locale. Gli interventi effettuati sono illegittimi: il Comune non avrebbe mai potuto autorizzare la ditta, essendo questa colpita da interdittive. In quanto non preventivamente autorizzati, i lavori sono abusivi; e non sanano i contenziosi in essere». Negli stessi giorni, l'associazione "Terre di Zara", in conferenza stampa, ha affermato – secondo quanto riepilogano i consiglieri di opposizione nella loro mozione – che «il terreno dell'area Cava Caselli sarebbe ancora pieno di un materiale utilizzato come rilevato stradale». Da qui le richieste contenute nella mozione: «Sindaco ed amministrazione – propongono i consiglieri – si impegnino a rigettare la richiesta della ditta Bacchi, e a evitare qualsiasi transazione o conciliazione bonaria che generi un titolo esecutivo in via sostitutiva alla futura sentenza del Tribunale amministrativo regionale. Presentino denuncia all'autorità giudiziaria per lavori non autorizzati e quindi abusivamente effettuati dalla ditta Bacchi e dal Consorzio forestale padano. Appaltino il prima possibile un'indagine ambientale per valutare se nell'area è presente materiale non conforme (sottofondo stradale o rifiuti non autorizzati, in collaborazione con Arpa, Asl e Aipo. Chiedano alla ditta Bacchi i documenti del progetto realizzato, e l'elenco delle aziende che hanno partecipato ai lavori di rinaturazione coi relativi costi sostenuti, rendendoli immediatamente disponibili ai consiglieri comunali».

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