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Favorevoli e contrari avviano il confronto e si sceglie già il nome

Favorevoli e contrari avviano il confronto e si sceglie già il nome

I volantini con le proposte per denominare il nuovo Comune diffusi dai Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario

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CAMPEGINE. Scaldano i motori le discussioni sulla fusione dei tre Comuni della Val d’Enza e sul nome dell’eventuale nuovo ente. In autunno gli abitanti di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario saranno chiamati a votare al referendum sull’ipotesi di fusione, passo fondamentale perché la Regione conceda il via libero alla procedura.

I mesi mancanti non sono poi molti, e le questioni su cui ragionare sono diverse: fusione sì o fusione no, in primis. Ma pure quale nome dare a questo ente, in caso di vittoria dei sì.

Lunedì sera a Campegine si è tenuto un incontro pubblico piuttosto partecipato sul tema, con il sindaco Pd Paolo Cervi a rappresentare i favorevoli alla fusione e l’avvocato Germano Artioli per il fronte di coloro che sono contrari. In contemporanea, le tre amministrazioni comunali hanno avviato un sondaggio fra la cittadinanza sul nome da dare alla nuova creatura che puntano a costituire. Infatti, sono stati distribuiti dei volantini nei tre territori, che sul retro portano stampate nove ipotesi di nome da dare al nuovo Comune che nascerebbe in caso di via libera alla fusione: ogni cittadino può indicare la soluzione più gradita o scriverne a mano una nuova. Questi volantini si possono consegnare in diversi punti di raccolta, sistemati negli spazi pubblici. L’ultimo giorno utile per depositarli è sabato 16 aprile alle 19.

Le proposte riportate dai volantini sono molto variegate: Campidenza, Olmo d’Enza, Oltrenza, Piana dell’Enza, Pianure Matildiche, Tannetum, Terre dei Fontanili, Terre dei Fratelli Cervi, Val d’Enza Nord. C’è di tutto, dalla geografia alla storia. Questo sondaggio non avrà valore formale, ma servirà per una scrematura, per così dire. Al momento del referendum, gli abitanti dovranno esprimersi sulla fusione e anche sul nome: le proposte che verranno indicate in autunno saranno probabilmente quelle che in questo test riceveranno il maggior numero di preferenze.

«La questione del nome è importante – spiega Cervi –. È chiaro che non cambia la questione della fusione. I contributi ulteriori e le agevolazioni che la fusione porta con sé ci sarebbero comunque. Il nome dell’ente non cambierebbe assolutamente la questione. Il nome però è un argomento sentito, e giustamente, perché rappresenta prima di tutto l’identità del territorio. Ognuno è legato alla propria identità e alla propria storia, quindi il nome è comunque una questione a cui tutti tengono».

Per quanto riguarda l’assemblea pubblica di Campegine, Cervi si dice soddisfatto per la partecipazione: «C’era un’ottantina di persone. Il referendum ormai si sta concretizzando e gli abitanti iniziano a interessarsi alla fusione, a cosa potrebbe comportare. È stato un primo momento partecipato, e di sicuro non sarà l’ultimo: nei prossimi mesi ne organizzeremo altre».

Nel corso della serata si è ovviamente discusso anche del nome, ma per ora è difficile capire la tendenza: «Come ho detto, l’argomento interessa molto; è importante per l’identità, ma al momento non saprei proprio dire come stia andando il sondaggio. Domenica 17 aprile, dopo aver chiuso la raccolta, guarderemo i risultati e vedremo quali sono le indicazioni, di cui terremo conto in vista del referendum».

A rappresentare il fronte del no alla fusione, all’assemblea pubblica dell’altra sera a Campegine c’era Germano Artioli, contento prima di tutto «del confronto pubblico. Fino ad ora – spiega Artioli – c’erano stati solo dei momenti di presentazione, ma non di confronto, i comitati per il no dovevano organizzarsi e adesso finalmente possiamo iniziare a presentare le nostre posizioni e spiegare perché per noi la fusione non porterà vantaggi agli abitanti».

L’assemblea di lunedì sera è stata un’occasione per «presentare le opinioni, i favorevoli come i contrari non hanno certo cambiato idea. C’è stata l’occasione di fare domande per tutti i presenti – prosegue Germano Artioli – e questo è un altro elemento importante, vedremo nei prossimi mesi cosa succederà».

E sul nome? «Io mi sono limitato a dire che, se qualcuno vuole proprio compilare la scheda, metta come nome Campegine – conclude Germano Artioli –. Di più non voglio dire sui vari nomi. Mi lascia semmai perplesso che questi sondaggi vengano realizzati e inviati dalle amministrazioni pubbliche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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