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La vita dei figli della ’ndrangheta

Stasera in municipio la presentazione del libro di Angela Iantosca

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BAGNOLO IN PIANO. Cosa si sa dei figli della ’ndrangheta? In occasione del festival “Noi contro le mafie”, questa sera, 13 aprile, alle ore 21 nella sala consiliare del Comune di Bagnolo a raccontare i figli della 'ndrangheta sarà Angela Iantosca, giornalista e scrittrice, autrice del libro “Bambini a metà. I bambini della ’ndrangheta” (Giulio Perrone Editore). L’autrice dialogherà con il giornalista Stefano Morselli. All’incontro interverrà anche il sindaco Paola Casali.

«I figli della ’ndrangheta sono bambini cresciuti in un clima di violenza, omertà e sopraffazione: uno sfondo – scrivono gli organizzatori dell’incontro – un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi. Bambini che invece di giocare vanno a trovare il padre nascosto in un bunker, invece di sbucciarsi le ginocchia imparano a sparare. Bambini che poi crescono e, a 14 anni, non corteggiano le amiche a scuola, ma vengono affiliati con il rito del battesimo per poter diventare futuri uomini d’onore. Una domanda è d’obbligo: se conoscessero un altro modo di crescere cosa accadrebbe? E cosa è accaduto a chi ci ha provato?»

Con “Bambini a metà. I figli della ’ndrangheta”, Angela Iantosca ha dato una risposta a questi interrogativi ricostruendo le azioni del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, concentrandosi su un intervento specifico, il protocollo “Liberi di scegliere”, che ha portato la Iantosca a incontrare alcuni dei ragazzi inseriti nel percorso alternativo per loro immaginato dal presidente del Tribunale, il dottor Roberto Di Bella.

Il saggio, con prefazione di Enzo Ciconte, racconta cosa significa nascere e crescere nelle famiglie di ’ndrangheta e dimostra come spesso l’unica soluzione sia l’allontanamento dal contesto familiare. Una scelta dura, ma a volte obbligata.

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