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Muore dopo l’urto con un capriolo, la vittima è un ex poliziotto

di Andrea Melosi
Muore dopo l’urto con un capriolo, la vittima è un ex poliziotto

Reggio Emilia: Stefano Michelini, 59 anni, stava viaggiando in sella ad uno scooter in direzione di Massenzatico quanto l'animale gli ha tagliato la strada

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REGGIO EMILIA. Via Mozart, la strada che dalla rotonda di via del Chionso taglia la campagna e porta a Massenzatico, nel tardo pomeriggio di ieri è stata teatro di un tragico incidente che, per dinamica, non è difficile definire assurdo, incredibile.

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Un uomo di 59 anni, Stefano Michelini, poliziotto in pensione, abitante in via Beethoven a Massenzatico, sposato e con due figlie è morto dopo che il suo scooter è stato colpito da un capriolo che gli ha improvvisamente tagliato la strada. Anche l'animale è rimasto ucciso. Tutto è avvenuto intorno alle 19.30 lungo il rettilineo compreso tra l'osteria La Cirenaica e il sottopasso dell'Autostrada del Sole. Secondo i primi rilievi della polizia municipale di Reggio Emilia, Michelini, in sella ad uno scooter Honda modello SW T 400, stava viaggiando in direzione di Massenzatico. In quel tratto la strada è delimitata a destra da campi e a sinistra da un argine erboso alto alcuni metri. E’ proprio dall’argine che il capriolo è sceso. Sembra che una volta arrivato in strada abbia trotterellato un po’ lungo il ciglio poi, di colpo, ha tagliato la strada per dirigersi verso i campi. Forse spaventato dal rumore della moto che stava sopraggiungendo. Un attimo e c’è stato l’impatto.

Come hanno rilevato gli agenti della Municipale, l’animale ha urtato la parte posteriore dell’Honda, la conferma da un ciuffo di peli trovato sulla carrozzeria. Quindi un palmo o poco più e l’impatto non ci sarebbe stato.

In conseguenza del colpo il 59enne ha probabilmente perso il controllo della guida: una serie di sbandate, poi lo scooter si schianta contro il muro del sottopasso e poi si ferma proprio sotto il ponte dell’A1 , mentre l’uomo finisce rovinosamente tra l’erba del campo. Un impatto forte, letale, forse contro una pietra, forse contro un muretto.

Qualche passante notando la drammatica scena lancia l’allarme, sul posto arriva un’ambulanza inviata dal 118, ma l’unica cosa che possono fare i soccorritori è coprire pietosamente quel corpo con un telo bianco. Sul posto arriva anche Ivano Chiapponi del rifugio Matildico di San Polo sede del centro recupero animali selvatici a cui è anche affidato il compito di rimuovere le carcasse di animali morti in incidenti. «Veniamo dalla via Emilia prima di Sant’Ilario – dice – dove qualche ora fa un’auto è stata distrutta per lo scontro con un altro capriolo, ma per fortuna ci sono stati soltanto danni materiali». Chiapponi fornisce qualche cifra su questo genere di episodi: «Ogni anno registriamo centinaia di animali, specie caprioli e cinghiali, coinvolti in incidenti stradali. E questo periodo dell’anno è particolarmente rischioso. I maschi giovani di capriolo avvertono l’avvicinarsi del periodo per gli accoppiamenti e quindi si muovono in maniera più disordinata e imprevedibile e specie nelle strade secondarie possono davvero essere pericolosi. Questo capriolo, come gli altri che abbiamo recuperato verrà poi smaltito nell’inceneritore come prevede la normativa».

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