Regione contraria sul voto del 17
Lasciata libertà di coscienza, attacco di Sel e M5s: «Fatta scarsa informazione»
REGGIO EMILIA. L'Emilia-Romagna resta fermamente contraria al referendum sulle trivelle, ma dalla Regione non arrivano indicazioni di voto. Gli assessori decideranno secondo coscienza, dunque, sull'astensione o sul voto a favore o contro il quesito. A spiegare la posizione della giunta Bonaccini (in linea con il governo Renzi) è il sottosegretario alla presidenza di viale Aldo Moro, Andrea Rossi, rispondendo questo pomeriggio in assemblea legislativa all'interpellanza del capogruppo della Lega Nord, Alan Fabbri.
Come regione «abbiamo ritenuto di non appoggiare il quesito referendario- dice Rossi- residuale dopo il decadimento degli altri quesiti, continuando a percorrere la strada tracciata da quanto votato in assemblea diversi mesi fa e ritenendo che la complessità e la gestione di tali scelte sia a carico degli organismi legislativi ed esecutivi, non di un referendum». Allo stesso tempo però «ogni componente di questa giunta, dal presidente agli assessori, nella massima autonomia di pensiero e di coscienza sarà libero di esprimere la propria posizione sul tema- precisa il sottosegretario- e di rapportarsi al quesito posto dal referendum di conseguenza».
Attachi sono invece giunti dall’opposizione. Poca informazione sul referendum, questa la critica mette insieme Sel e M5s ed è stata espressa ieri pomeriggio durante la discussione in assemblea legislativa di una risoluzione dei 5 stelle sulla possibile contaminazione delle cozze pescate nei pressi delle piattaforme. Secondo il capogruppo di Sel Igor Taruffi,, infatti, «ci poteva essere più informazione istituzionale sul referendum, a partire dal sito della Regione. Si può votare sì, si può votare no e si può anche non andare a votare, ma bisogna fare sapere che il referendum c'è».
Un appunto immediatamente fatto proprio dal pentastellato Andrea Bertani, che ha assunto come esempio positivo il sito istituzionale della Toscana: «nel sito web della Toscana, regione non promotrice della consultazione, si informa che domenica c'è il referendum. In quello dell'Emilia-Romagna invece no. E’ un segnale triste, come vedere l'aula vuota soprattutto nei banchi del pd. Ormai c'è il pensiero unico»
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