Gazzetta di Reggio

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«Riduciamo l’Irap in montagna»

Approvata in Regione la risoluzione di Sel per sostenere il piccolo commercio

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CASTELNOVO MONTI. Nel pomeriggio di ieri l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna ha approvato due risoluzioni che potranno avere una importante ricaduta economica sui territori appenninici. La prima è la risoluzione che era stata presentata alcune settimane fa (nel mese di febbraio) dai consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà Yuri Torri e Igor Taruffi, per una riduzione dell’Irap agli esercizi commerciali che operano in aree appenniniche.

La risoluzione faceva seguito a prese di posizione dell’Anci e dell’Uncem proprio per agevolare questi esercizi commerciali che in tanti piccoli borghi hanno anche un indispensabile ruolo di tenuta sociale.

«La nostra risoluzione, che è stata approvata dalla maggioranza – spiega Torri – chiede di introdurre forme di sgravio fiscale, quali la riduzione dell’Irap, per le attività commerciali site nei piccoli comuni montani, e chiede anche di interessare il Governo per prendere in esame un regime fiscale agevolato e semplificato per gli esercizi commerciali di montagna. Il calo demografico, che ha colpito la montagna fino agli anni settanta e ottanta, aveva registrato una inversione di tendenza, ma a partire dal 2010, anche a causa della crisi economica, è ripreso con dimensioni rilevanti. Uno dei fattori che può contribuire a combattere questo fenomeno è proprio, come rilevano diverse analisi, il mantenimento della rete dei piccoli esercizi pubblici e commerciali nelle zone più decentrate, in virtù della funzione non soltanto economica ma anche e soprattutto sociale che svolgono».

La stessa Uncem aveva sottolineato la situazione di alcuni comuni in cui non si trova più nemmeno un negozio creando problemi nell’accesso ai servizi e nel reperire prodotti di prima necessità. Il documento di Sel spiegava che «la montagna costituisce il 52% del nostro territorio regionale, anche se abitata soltanto dal 10% della popolazione. Chiediamo alla giunta di valutare la possibilità di introdurre forme di sgravio fiscale, come ad esempio la riduzione dell’Irap, per tutte le attività commerciali site in piccoli comuni montani avviando eventualmente studi di fattibilità e forme di sperimentazione, e di farsi portavoce presso il governo affinchè si possano raggiungere gli accordi necessari per rendere possibile l’attuazione di un regime fiscale agevolato e semplificato senza più studi di settore per gli esercizi commerciali di montagna».

La linea è stata seguita anche dal Partito Democratico, che non solo ha votato a favore del documento (a favore tutti i gruppi, astenuti i 5 Stelle) ma ha presentato anche un proprio documento per valutare possibilità di sgravi anche per attività di altro genere con sede in zone montane. Sull’approvazione del documento commenta Torri: «Si tratta di un’apertura significativa, per andare incontro alle esigenze più volte manifestate dai territori montani. Ma non solo: si riconosce che le attività in zone montane, e periferiche in genere, hanno un doppio valore: produttivo e sociale. In generale non si tratta solo di giocare in difesa per frenare lo spopolamento e la chiusura delle attività, che in montagna ha raggiunto cifre drammatiche, ma di affermare anche che occorre sostenere modelli di sviluppo e di progresso adeguati alle particolari caratteristiche di ogni zona». (l.t.)

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