Delrio: «Concentrati sulla focalizzazione di tipo culturale»
Il confronto con i magistrati antimafia, ora privo di omissis «Ci avevano detto che la società aveva robusti anticorpi»
Siamo al 17 ottobre del 2012: Graziano Delrio, all’epoca sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, è sentito a Bologna dai vertici della DDA: il procuratore Roberto Alfonso e i sostituti Marco Mescolini e Roberto Pennisi.
E’ un colloquio lungo, che riempie quasi sessanta pagine di trascrizione e che la Gazzetta ha letto, «liberato» degli omissis che erano stati inizialmente posti. Si parla diffusamente della processione di Cutro del 2009, del radicamento mafioso a Reggio Emilia, della “spedizione” dal prefetto De Miro per chiedere un allentamento delle misure interdittive verso le ditte cutresi, di possibili infiltrazioni anche nell’apparato amministrativo del Comune, del voto della comunità calabrese. Eccone alcuni passaggi.
LE FOTO. I magistrati antimafia sono interessati alla trasferta dell’allora sindaco a Cutro, per la processione settennale ma anche alla vigilia del voto reggiano per le amministrative del 2009, con Delrio a caccia del secondo mandato.
Pennisi: sindaco durante la sua visita a Cutro, nel corso delle riunioni, è capitato che siano state fatte delle fotografie?
Delrio: sicuramente sì, parecchie, come lei immagina in questa situazione. Sia in Comune con tanti rappresentanti, sia per strada. Molti mi salutavano, perché lì Reggio Emilia è vista un po’ come una città gemellata in senso vero, c’è molto calore e molto affetto.
Pennisi: durante pranzi e cene ne sono state fatte, di fotografie?
Delrio: è possibile, francamente non glielo so dire. Non ricordo.
Pennisi: lei ce l’ha un album dove ha messo queste fotografie della gita a Cutro?
Delrio: non credo mi siano state inviate mai. Francamente non credo, ma possiamo cercare negli archivi provare a vedere se le ho.
Pennisi: ecco veda se le ha, se può fornirle.
Delrio: se c’è stato dato dal Comune un reportage fotografico della visita, volentieri. Però non credo, perché non mi ricordo particolarmente la questione.
GLI ANTICORPI. Alfonso chiede quali «barriere difensive» abbia posto in essere il Comune «per evitare la penetrazione».
Delrio: diciamo che la nostra attività si è concentrata soprattutto sulla focalizzazione di tipo culturale, sensibilizzazione culturale, di non tenere l’attenzione bassa su questo fenomeno, sebbene non avessimo in nessun modo avuto delle notizie certe di episodi particolari, di infiltrazioni né sui nostri appalti né su altri».
Alfonso chiede lumi sulle «attività di studio mirato».
Delrio: Non abbiamo mai ricevuto, questo io lo tengo a sottolineare perché per me questo è un punto essenziale, non abbiamo mai ricevuto sollecitazioni ad attivare particolari meccanismi; queste iniziative le abbiamo prese noi, perché il quadro che ci veniva sempre descritto era un quadro che diceva, tra virgolette, che gli anticorpi presenti nella società reggiana, nella comunità reggiana a vario titolo, sono anticorpi molto robusti, sia dal punto di vista sindacale, che istituzionale che... insomma sociologico eccetera. E che anche molti calabresi che teoricamente erano più preda di qualche ricatto, voi per la famiglia di origine e così via, però che anche questi erano episodi legati ad alcune famiglie, a parentele specifiche, quindi noi non abbiamo mai avuto un allarme...».
Alfonso: che provenisse dall’esterno, diciamo
Delrio: no che provenisse anche dalle istituzioni.
LA SORPRESA. Delrio: io personalmente non ho mai avuto l’idea che la ’ndrangheta tentasse di infiltrarsi in una zona, in un appalto, o che tentasse di influenzare, che ne so, un piano di riqualificazione urbana o cose del genere. O che ci fosse un accordo tra imprenditori ndranghetisti e imprenditori locali per fare questioni di un certo tipo. Da questo punto di vista, le risultanze per esempio che sono venute fuori con l’ultima interdittiva del prefetto sulla ditta Bacchi a Novellara che avrebbe avuto rapporti di subappalto con personaggi etc e quindi quello che hanno sospeso l’appalto della tangenziale di Novellara è un elemento che, come dire, ha sorpreso, cioè perlomeno io sono rimasto sorpreso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
