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quattro castella, incontro sul medioevo

«Il Corteo? Grazie a un senese»

«Il Corteo? Grazie a un senese»

Grasselli: «Il primo istruttore fu uno sbandieratore militare in zona»

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QUATTRO CASTELLA. «Il merito della nascita del Corteo storico matildico nel 1955? E’ del professor Alcide Spaggiari e di Alfredo Pisi. Lo ha affermato Giuliano Grasselli, per molti anni regista della rievocazione storica castellese, durante la prima delle tre serate organizzate nella sede dell’associazione sbandieratori e musici Maestà della Battaglia con il patrocinio del Comune. Durante la serata, Grasselli ha snocciolato numerosi aneddoti legati alla sua esperienza di regista, ma il racconto è iniziato da tempi ancora precedenti: lui stesso, infatti, debuttò come paggetto ad una manifestazione storica organizzata nel 1953 a Salsomaggiore. Poi la nascita del corteo castellese, e Grasselli fece parte del primissimo gruppo di sbandieratori locali, il cui istruttore fu uno sbandieratore senese che all’epoca faceva il servizio militare in zona. Nei primi anni del corteo, tutte le comparse indossavano le parrucche, e gli abiti erano molto diversi da quelli attuali: erano infatti stati realizzati rifacendosi all’iconografia dell’epoca di Matilde di Canossa, mentre nei decenni successivi i gruppi di rievocazione storica castellese (e non solo) si sono “portati avanti” nel tempo, a livello di costumi, utilizzando tessuti certamente più belli e appariscenti, ma storicamente fuori epoca. «I primi costumi erano quelli di Bisanzio, ed erano splendidi». Nel 1984, dopo gli anni in cui il corteo venne sospeso, lo stesso Grasselli, con Gianfranco Montanari, Cesare Beggi e Demetrio Montanari, ridiedero vita al corteo. Quantomeno avventurosi i viaggi a Roma a caccia di finanziamenti, viste le cifre ingenti necessarie per allestire la manifestazione e ingaggiare i protagonisti principali: attori e personaggi famosi, tutti mediamente costosi. «La Pampanini prese un milione e 800 mila lire – spiega Grasselli – quando all’epoca con due milioni e mezzo di comprava un appartamento a Quattro Castella». Critico, poi, Grasselli sull’evoluzione del corteo: «Ad un certo punto si è mirato più al folklore che alla rievocazione storica». Domani sera alle 20.45 il secondo incontro: Danilo Morini, storico, parlerà della vita nei castelli matildici.

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