Gazzetta di Reggio

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Malattie oncologiche, in calo i nuovi casi e la mortalità

Roberto Fontanili
Malattie oncologiche, in calo i nuovi casi e la mortalità

Reggio Emilia: lo rivela il Registro dei tumori per il biennio 2011-2012. Se la malattia si scopre più precocemente le cure sono migliori

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REGGIO EMILIA. Cala nella nostra provincia l'incidenza (il numero dei nuovi casi di tumori scoperto ogni anno), cala la mortalità e aumenta in maniera significativa la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi del tumore. Nella nostra provincia la sopravvivenza a cinque anni negli uomini è passata dal 48.5% del 2.000 al 57.6% e nelle donne dal 61.9% al 67.3%. Un altro dato importante è quello relativo al numero delle persone che negli ultimi dieci anni nella nostra provincia convivono con un tumore e con il costante timore di una recidiva. Si tratta di 16.847 persone che però probabilmente dieci anni fa non avrebbero scommesso su questo risultato dovuto al fatto che non solo i tumori sono scoperti più precocemente ma che le cure sono migliorate. Così come sul piano della prevenzione resta fondamentale uno stile di vita sano che significa niente fumo e alcool, movimento e una buona alimentazione.
 
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COS’ E’ CAMBIATO. Dati incoraggianti che variano da patologia a patologia, ma che fanno dire ai medici che «la malattia che per anni abbiamo definito come incurabile, oggi viene affrontata come una malattia cronica». Questo non significa che il cancro è vinto. Ma nel frattempo sono cambiati le cure, in particolare con l'utilizzo di farmaci biologici (che non significa più naturali, ma semplicemente più mirati e meno dannosi all'organismo), sono aumentate le diagnosi precoci (grazie anche agli screening su collo dell'utero, colon retto e mammella, con Reggio che ha un'adesione superiore alla media regionale) ed è cambiato l'approccio della medicina alla malattia. «Oggi - ha detto il direttore sanitario dell'Ausl reggiana Cristina Marchesi - si punta più alla cura della persona, con un'attenzione maggiore alla sua qualità di vita e non ci si occupa solo del tumore». Peraltro, e questo è un altro dato che i dati del Registro Tumori di Reggio e Modena riferiti al biennio 2011- 2012 confermano, «l'aumento dei tumori è strettamente legato all'invecchiamento della popolazione».
 
IL TREND. I dati illustrati ieri in occasione dell'apertura del ventesimo congresso dell'Airtum (Associazione italiana registri tumori) in svolgimento a Reggio, segnalano come nel biennio 2011- 2012 nella nostra provincia sono stati diagnosticati 6.240 tumori. Se si esclude il migliaio circa di tumori cutanei (che in moltissimi casi hanno un'evoluzione positiva), le stime per il 2015 (sempre con esclusione dei tumori cutanei) in base al trend fatto registrare negli ultimi dieci anni indicano che «a Reggio i nuovi casi saranno 1.479 negli uomini e 1.449 nelle donne». Dati inferiori a quelli della provincia d Modena dove invece saranno 1.935 i casi negli uomini e 2.147 nelle donne.
A Reggio il tasso d'incidenza è di 407 su centomila abitanti per gli uomini e di 362 casi per le donne. Dati sovrapponibili a quelli registrati a Modena. Un trend che si conferma anche per quanto riguarda le sedi in cui più di frequente vengono diagnosticati i tumori (come mostrano le tabelle).
Tornando ai dati di Reggio, tra gli uomini il tumore più diagnosticato è quello alla prostata con una percentuale del 17%, il polmone con il 13.9%, e la vescica con il 10.6%. Nelle donne al primo posto resta quello alla mammella con il 30.7%, al colon retto con il 10.7% e al polmone con il 6.5%. 
 
REGISTRO UNIFICATO. La scelta di unificare i due registri tumori (quello di Modena creato nel 1988 e quello di Reggio nel 2001) consente, per la maggior quantità di dati a disposizione, di disporre di cifre per orientare le scelte strategiche nella sanità pubblica. E se i dati sui tumori tutto sommato tra Reggio e Modena sono sovrapponibili, c'è però il mesotelioma (il tumore strettamente legato alla lavorazione dell'amianto) che conferma una sua maggior presenza a Reggio rispetto a Modena.
 
QUALI TUMORI. La mole di dati contenuta nel registro tumori, che sono stati illustrati ieri dal direttore del servizio epidemiologia Ausl e Asmn di Reggio Paolo Giorgi Rossi e da quello dell'Asl di Modena Carlo Alberto Goldoni, assieme al responsabile scientifico del registro tumori reggiano Lucia Mangone, ci mostra come a Reggio nel biennio 2011- 2012 siano decedute 2.855 persone (1.594 e 1.261 donne) con un tasso di mortalità medio annuo di 170 a Reggio e di 171 a Modena. I dati mostrano anche come il tumore al polmone è quello più letale negli uomini (e responsabile del 26% delle morti in entrambe le province), mentre nelle donne è il tumore alla mammella (il 16% a Reggio e il 15% a Modena), al primo posto. Ma anche le sedi dove si sviluppano i tumori si modificano in rapporto non solo agli screening e alle cure, ma anche agli stili di vita ed emerge come il trend sia quello di una diminuzione di quelli allo stomaco e al colon retto. Così come calano i tumori alla prostata e al polmone (in misura maggiore negli uomini rispetto alle donne). Dati ormai consolidati confermano anche che gli stranieri sono più soggetti a tumori che colpiscono il fegato e il collo dell'utero rispetto agli italiani, mentre sono più resistenti ad altri tipi di tumori.
 

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