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IL PRESIDENTE DI ENALCACCIA

«Ora arriveranno i cervi e i lupi, ancora più aggressivi»

REGGIO EMILIA. «Il numero di caprioli è ora sotto controllo, ma il prossimo allarme sarà per cervi e lupi: proprio ieri mattina una signora si è trovata due lupi negli orti comunali a Scandiano,...

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REGGIO EMILIA. «Il numero di caprioli è ora sotto controllo, ma il prossimo allarme sarà per cervi e lupi: proprio ieri mattina una signora si è trovata due lupi negli orti comunali a Scandiano, vicino a un torrente». Ad affermarlo è Giampiero Bondi, presidente di Enalcaccia, associazione venatoria. «Il lupo oggi è una specie superprotetta, a Castelnovo Monti si sta portando avanti un Progetto Lupo finanziato dalla Ue; io non contesto, ma la dinamica rischia di essere la stessa del capriolo. Tra l’altro il lupo è più aggressivo: si sono registrate più volte aggressioni a gregge di pecore, animali da cortile e cani».

Bondi parte dalle motivazioni che spingono gli animali ad allargarsi nelle zone di pianura, fuori dal loro confine naturale: un fenomeno iniziato decenni fa, quando la selvaggina autoctona di piccola taglia (lepri, fagiani e pernici) fu stata sostituita da capi di grossa taglia non autoctoni, creando un impatto ambientale senza precedenti: «A distanza di decenni, ne vediamo i risultati. Le lepri, che un tempo erano duemila, si sono ammalate e ridotte: ora siamo a 400, per dare un’idea». Secondo Enalcaccia, sui caprioli si è agito con grave ritardo, anche a causa delle opposizioni delle associazioni animaliste. «Da cinque anni è consentito cacciare caprioli in pianura, solo nel periodo invernale, ma da due anni, su 850 esemplari stimati, noi doppiette facciamo prelievi con un punto di sparo nell’Enza e uno sul Secchia: troppo pochi. Così ora ci sono pochi caprioli in montagna e molti in pianura. Abbiamo chiesto da tempo un piano di controllo sui caprioli in pianura, ma siamo stati inascoltati - prosegue Bondi - per di più la caccia in pianura pone problemi di sicurezza: vista l’urbanizzazione bisognerebbe o montare delle altane per essere certi che il colpo finisca a terra o stabilire dei punti di sparo». (am.p.)

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