Trovati con coca e soldi, due fratelli in manette
San Polo d’Enza: sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di spaccio Il più grande si assume la responsabilità e resta in carcere, l’altro torna in libertà
SAN POLO D'ENZA (REGGIO EMILIA). Avevano in casa cocaina, diecimila euro in contanti, telefonini, tutto il materiale per tagliare la droga e confezionarla. Due fratelli di nazionalità marocchina residenti a San Polo, il 34enne Boujemaa Mesrar e il 27enne Yassine Mesrar, sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di spaccio al termine di un’indagine sul giro di cocaina in val d’Enza. Davanti al giudice, il fratello maggiore si è assunto ogni responsabilità, mentre il minore si è chiamato fuori spiegando di essere estraneo a ogni questione e di essere da poco tornato dal paese natale.
La versione è stata parzialmente accolta: Boujemaa è rimasto in carcere in attesa del processo che inizierà il 21 aprile, Yassine invece ha il divieto di dimora nel territorio sanpolese. I due fratelli sono stati arrestati martedì sera dai carabinieri della stazione di San Polo, che si sono presentati nella loro abitazione per una perquisizione decisa dopo aver raccolto parecchie prove e aver ottenuto il via libera della procura reggiana. Gli uomini del maresciallo Giovanni Tondo hanno trovato in casa parecchio materiale, occultato e distribuito con attenzione.
Quindici grammi di cocaina e le sostanze usate per tagliarlo erano sistemate nella dispensa della cucina mentre in un mobile della camera della letto c’erano un bilancino di precisione e il necessario per confezionare le dosi. Infine, parecchi soldi, nascosti in una cantina usata dai due fratelli ma non direttamente collegata alla loro abitazione. I carabinieri l’hanno scoperta partendo dalle chiavi trovate addosso ai Mensar, e un controllo ha fatto venir fuori 10mila euro sistemati dietro a un arredo, con 200 banconote da 50 euro avvolte con cura con del nastro adesivo marrone da pacchi. L’insieme lascia poco spazio ai dubbi, e i 10mila euro e i cinque telefonini fanno poi pensare a un giro piuttosto ampio di clientela, e a molta attenzione nell’attività di spaccio. La droga, i soldi e gli altri prodotti sono stati sequestrati, e i due fratelli arrestati e portati in carcere. Ieri mattina sono comparsi in tribunale per l’udienza di convalida, rappresentanti dal legale Noris Bucchi.
Davanti al giudice Alessandra Cardarelli, i Mesrar si sono rifiutati di rispondere alle domande ma hanno fatto dichiarazioni spontanee. Il 34enne Boujemaa, che ha già alcuni precedenti sempre per spaccio, ha spiegato che la droga era sua; il minore, Yassine, ha negato ogni addebito, aggiungendo di essere tornato da poco da un viaggio nel paese natale e di non sapere nulla di un eventuale giro di spaccio.
Il giudice ha deciso che Boujemaa debba rimanere in carcere almeno sino all’inizio del processo, fissato per il 21 aprile, mentre Yassine è tornato a piede libero con però il divieto di dimora nel territorio di San Polo.
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