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A 7 anni scappa da scuola e sale sul treno

A 7 anni scappa da scuola e sale sul treno

La svolta grazie a una educatrice che lo ha visto solo sul convoglio, il piccolo recuperato dalla Municipale a Bologna

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REGGIO EMILIA. E’ scappato da scuola per realizzare il suo sogno: salire su di un treno vero. E c’è pure riuscito. Ma per fortuna, per un bambino di 7 anni c’è stato il lieto fine grazie alla prontezza di alcuni passeggeri che si sono insospettiti alla vista di quel piccolino tutto solo in carrozza e hanno chiesto aiuto. Ma è riuscito ad arrivare sino a Bologna.

Deve essere stata proprio la grande passione per i treni a spingere il bambino ad allontanarsi dalla sua classe, di una scuola elementare della città, per correre fino in stazione e saltare sul primo convoglio in partenza da Reggio. E’ successo mercoledì poco prima di mezzogiorno.

L’allarme è stato lanciato dall’istituto elementare quando l’insegnante non ha più trovato il piccolo. E da lì, sono subito partite le ricerche che hanno coinvolto tutte le forze di polizia di Reggio.

Due ore dopo è arrivata la buona notizia: il ragazzino è stato ritrovato, grazie alla prontezza di un’educatrice, sul treno diretto a Bologna.

Quella che agli occhi del bimbo, che vive in città, era sembrata un’innocente avventura ha scatenato invece tanta preoccupazione. La polizia municipale di Reggio Emilia, allertata dal personale scolastico, aveva messo in campo tutte le pattuglie a disposizione per ritrovare il ragazzo: sette auto, coordinate dalla centrale operativa, in stretto contatto con le altre forze di polizia sul territorio, che hanno fatto tutto il possibile per rintracciare i parenti del bambino e ricostruire, nel minor tempo possibile, gli eventuali spostamenti del piccolo.

I primi testimoni avevano raccontato di aver notato un bambino tutto solo dirigersi di corsa verso la stazione; il padre, rintracciato telefonicamente, ha confermato la passione del piccolo per i treni. In stazione le tracce del ragazzino sembravano farsi più confuse, ma la prontezza di riflessi di quella educatrice è stata fondamentale. La donna dopo aver scambiato qualche battuta con il bambino ha compreso la situazione e ha avvertito il 113. Ad attendere fuggitivo ed educatrice alla stazione di Bologna gli agenti della polizia ferroviaria, in borghese, mentre da Reggio una pattuglia della Municipale partiva alla volta della città felsinea per riportare il bambino tra le braccia della madre.

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