Gazzetta di Reggio

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A processo per violenza su una 16enne

A processo per violenza su una 16enne

L’accusa: «Stordita per l’anestesia dal dentista, l’uomo che l’accompagnava ne ha approfittato»

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REGGIO EMILIA. E’ stato rinviato a giudizio con un’accusa pesantissima: violenza sessuale su una ragazza minorenne. E ora, un imprenditore cinese che vive a Reggio Emilia, di 43 anni, dovrà affrontare il giudizio del tribunale collegiale.

La cornice dell’accaduto è quella della zona stazione, troppo spesso teatro di fatti di cronaca che non sempre vengono alla luce.

E’ qui che al tempo aveva un locale l’uomo. Qui, il primo ottobre del 2012 si era recata in compagnia di amici connazionali, una ragazzina cinese di 16 anni - al tempo abitava a Carpi, ora si è trasferita in Romagna - per trascorrere la serata a cantare e a mangiare.

La giovane, però, non era rientrata a casa quella sera. Era rimasta con l’uomo sino all’indomani mattina, quando lui l’aveva accompagnata dal dentista. Prova, secondo la difesa, di un’amicizia che tra i due era già in corso.

Ruota intorno a questo appuntamento dal dentista l’accusa - e la difesa - della violenza. La presunta violenza, infatti, sarebbe avvenuta al ritorno dal medico.

Secondo quando denunciato ai carabinieri di Reggio qualche giorno dopo dal padre della ragazzina - che si presentò da solo dalle forze dell’ordine e solo in seguito venne sentita la giovanissima - il 43enne avrebbe approfittato del fatto che la ragazza era intontita a causa dell’anestesia dovuta alla cura dentistica subita per violentarla. Non si parla di costrizioni fisiche, ma del fatto solo di aver approfittato di un momento di fragilità della ragazza che a causa dell’anestesia non sarebbe stata in grado di respingerlo.

Un’accusa, però, che l’uomo - difeso dall’avvocato Carmine Migale e dalla collega Flavia Sandoni - ha sempre respinto negando anche quel rapporto sessuale.

Agli atti, c’è anche il referto medico redatto dal personale del pronto soccorso di Reggio, a cui la ragazzina si è rivolta quel giorno stesso: non avevano riscontrato segni di violenza, nè che la ragazza fosse sotto shock. Lei stessa avrebbe raccontato di essersi recata all’ospedale solo perchè temeva di essere rimasta incinta, dopo un rapporto non protetto. E’ anche su questo che punterà la difesa al processo che inizierà il prossimo 22 giugno, per respingere la pesantissima accusa di essere uno stupratore. Questioni che sono state sviscerate già ieri in aula davanti al gup Giovanni Ghini. All’udienza preliminare la giovane, che ora è maggiorenne, non si è presentata e non si è costituita parte civile. Ma il giudice ha deciso che bisogna andare avanti e ha rinviato ogni giudizio al processo per dibattimento. (el.pe)

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