«Discarica chiusa con la terra del tunnel»
Carpineti: il consiglio approva l’ipotesi di utilizzare i prodotti di scavo della galleria del Bocco
CARPINETI. Riempire il “buco” di Poiatica usando anche il materiale di scavo della galleria del Bocco di Casina. È una delle possibilità che il consiglio comunale di Carpineti ha approvato mercoledì sera durante l’assemblea che si è svolta in municipio. Maggioranza civica e opposizione Pd hanno votato un documento che incarica il sindaco Tiziano Borghi ad «adoperarsi affinché il progetto di riqualificazione del sito di Poiatica non preveda l’utilizzo di materiali classificati con codice CER rifiuto».
In pratica, i prodotti che secondo il codice europeo CER sono considerati rifiuti non potranno essere utilizzati per ripristinare la discarica carpinetana oggi chiuso.
Il testo apre le porte agli scarti di un altro grande intervento non lontano da Carpineti: «Non esclude per la riqualificazione della discarica di Poiatica l’impiego di sottoprodotti tra cui la terra di scavo della galleria del Bocco di Casina. L’impiego di sottoprodotti riduce sicuramente l’impronta ambientale rispetto all’utilizzo di sola terra vergine e diminuisce i costi dell’opera» – afferma Borghi.
Nell’ultima commissione discarica, la proposta di usare il terriccio superfluo della galleria di Casina non era stata approvata e anzi aveva generato parecchie discussioni, perché da più parti si chiedeva che a Poiatica venisse usata solo argilla presa in loco. Ora la posizione è cambiate e Borghi parla di «soddisfazione per l’apertura del gruppo di minoranza del Pd in un primo momento fermo sull’ipotesi di ripristinare Poiatica solo con l’argilla del posto».
Il sindaco ha poi annunciato l’assessore regionale alla Difesa del suolo Paola Gazzolo, prima titolare delle questioni su discariche e rifiuti, ha dato la disponibilità a partecipare alla prossima commissione comunale sulla discarica.
In quell’occasione – spiega il primo cittadino – la Gazzolo «relazionerà sulla ipotesi di riqualificazione del sito di Poiatica e risponderà alle domande dei componenti della commissione. La Gazzolo ha fra l’altro visitato da poco Poiatica, assieme ad Alberto Montanari dell’università di Bologna, incaricato dello studio di riqualificazione, ai tecnici del Servizio tecnico di bacino e ai dirigenti di Iren».
La riqualificazione della discarica dopo 20 anni di conferimento rifiuti è uno dei temi caldi, assieme all’opzione paventata alcuni mesi fa di usare Poiatica come sito regionale per i cosiddetti rifiuti speciali.
Anche chiudendo, potrebbero esserci costi elevati: durante la visita alla discarica, prosegue Borghi, «i rappresentanti di Iren non hanno mancato di sottolineare come il costo del tombamento del buco autorizzato e costruito a nord della discarica ricadrà sui cittadini. Difatti, sostengono gli ingegneri di Iren, nelle gestioni passate sono stati previsti i costi con i relativi accantonamenti per il ripristino del corpo della discarica. ma non certo per la chiusura della cella preparata per accogliere rifiuti». Il prossimo passo in questo senso è lo studio commissionato dalla Regione all’università di Bologna, per capire meglio problematiche e tempistiche: lo studio dovrebbe essere ultimato entro la fine dell’estate. (adr.ar.)
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