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Fondi Ue, a Reggio 21 milioni in 20 mesi

Fondi Ue, a Reggio 21 milioni in 20 mesi

E’ il primo bilancio della Fondazione E35 voluta dal sindaco Luca Vecchi per attrarre finanziamenti europei per la città

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REGGIO EMILIA. Ventun milioni in venti mesi. E’ il risultato complessivo del fundraising messo in atto dalla giunta di Luca Vecchi attraverso la Fondazione E35, voluta, pensata e realizzata dal Comune con l’obiettivo di attrarre finanziamenti comunitari per sostenere progetti locali.

Una risposta a chi vedeva in questa fondazione l’ennesimo, inutile poltronificio e anche a chi nutriva dubbi sulla “produttività” dell’assessorato all’internazionalizzazione, guidato da Serena Foracchia, ieri accanto al sindaco per mostrare i primi risultati del lavoro svolto.

Ventun milioni di euro che andranno a finanziare 12 progetti in cui il Comune di Reggio partecipa come capofila o “in cordata” insieme ad altri enti. Si tratta di risorse che sono assegnate dall'Unione europea con due differenti modalità: mentre una gran parte di questi finanziamenti, pari a 16,5 milioni di euro sono frutto di fondi ad accesso diretto, negoziati direttamente con l'Ue, che supportano le politiche di internazionalizzazione, sviluppo economico, mobilità, ambiente, welfare, intercultura, educazione, sono invece vocati alla rigenerazione urbana e all'innovazione sociale altri 4,5 milioni di euro, provenienti dai fondi strutturali, cioè ottenuti con la mediazione di altri enti sovraordinati al Comune, quali ad esempio la Regione.

Tra i progetti ritenuti più strategici c'è quello denominato «Compete in», supportato da 1,8 milioni e finalizzato ad accrescere la competitività internazionale delle imprese del territorio, soprattutto quella di piccole dimensioni.

Visibilmente soddisfatto il sindaco Luca Vecchi la cui scelta di costituire la fondazione è stata oggetto di critiche dalla minoranza, come pure la gestione interna dell'ente. «Visti questi risultati- scherza il primo cittadino- se anche avessi un assessore con uno stipendio da un milione al mese sarei ripagato».

La strategia delle relazioni e del fundraising internazionale: è quella la strada da seguire, sfruttando i rapporti di gemellaggio, il network di città di piccole e medie dimensioni Eurotowns (di cui Reggio Emilia è stata eletta vicepresidente da gennaio 2016), ma anche la partecipazione in Alda, una rete dedicata alla democrazia locale e alla partecipazione, e al ruolo chiave di Reggio Emilia all'interno del network Intercultural Cities promosso dal Consiglio d'Europa. E che il Comune creda nella necessità di percorrere con decisione questa strada lo dice anche il fatto che sul tavolo delle istituzioni europee ci siano altri 26 progetti “targati” Reggio Emilia.

Invero, proprio nell’ambito di questo network, Reggio sarà sede del seminario di avvio del progetto “Compete In – Internazionalizzazione dei territori: Pmi competitive in regioni globalizzate”, dedicato alle Piccole e medie imprese, recentemente approvato dalla Commissione europea all'interno del programma Interreg Europe.

Il Comune di Reggio Emilia è stato uno dei 18 capofila selezionati in ambito europeo, un importante riconoscimento ottenuto dal progetto presentato in partnership con Ervet, società in house della Regione Emilia-Romagna per la Valorizzazione del territorio, Municipalità di Gavle (Svezia), Distretto metropolitano di Wakefield (Gran Bretagna), le regioni dell'Alta Slesia e della Wielkopolska (Polonia) e l'istituto per le imprese e la competitività di Valencia (Spagna).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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