Incontro con il pm Francesco Del Bene sul tema delle mafie
BAGNOLO. «Superare la cultura mafiosa è un debito verso la democrazia». È questo il tema al centro dell’incontro con Francesco Del Bene, sostituto procuratore del tribunale di Palermo, che si...
BAGNOLO. «Superare la cultura mafiosa è un debito verso la democrazia». È questo il tema al centro dell’incontro con Francesco Del Bene, sostituto procuratore del tribunale di Palermo, che si svolgerà oggi pomeriggio alle 15.30 nella sala consiliare del Comune di Bagnolo, nell’ambito del festival “Noi contro le mafie”, alla presenza del sindaco Paola Casali.
«Con questo incontro vogliamo ribadire l’impegno quotidiano e concreto dell’amministrazione di Bagnolo in Piano contro le mafie – commenta il sindaco Paola Casali – In questi anni abbiamo imparato che non sono lontane: anche in un luogo come il nostro comune, dove non ci sono stati problemi e coinvolgimenti, nessuno deve abbassare la guardia e ritenere la propria azione amministrativa e la propria comunità al sicuro».
«Per questo motivo – aggiunge il primo cittadino – il contrasto alla mafia non va delegato esclusivamente ai magistrati. L’attenzione di tutti, dalle istituzioni alle forze dell’ordine, dalle associazioni ai cittadini, deve restare alta. Ognuno di noi, con il proprio ruolo e le proprie capacità, ha la possibilità e il dovere di dare il proprio contributo tutti i giorni».
il sostituto procuratore Francesco Del Bene, napoletano, è uno degli “anziani” della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
Nel 2007, con i colleghi Nico Gozzo e Gaetano Paci, coordinò l’indagine che portò alla cattura dei superlatitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
Due anni dopo, c’era ancora Del Bene dietro l'arresto di un altro pezzo da novanta di “Cosa Nostra”, Mimmo Raccuglia. In questi ultimi anni, Francesco Del Bene ha firmato centinaia di richieste di arresto nei confronti di capimafia.
Una delle sue ultime indagini, condotta insieme ai carabinieri e i colleghi Sergio Demontis e Daniele Paci, ha portato a ben 37 arresti di affiliati alle cosche mafiose fra San Giuseppe Jato e Partinico.
Infine il magistrato segue anche le indagini sulla trattativa mafia-Stato, accanto a Nino Di Matteo, Lia Sava e Roberto Tartaglia risalente all’inizio degli anni ’90.
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