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Un capriolo causa l’ennesimo incidente. «Troppi in pianura»

Un capriolo causa l’ennesimo incidente. «Troppi in pianura»

L’animale è stato travolto domenica alle 7 da un’auto lungo l’Autosole all'altezza di Gattatico. Enalcaccia chiede un piano di controllo. Caos per i risarcimenti 

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REGGIO EMILIA. Ancora un incidente stradale causato da un capriolo. Un proliferare di situazioni pericolose inevitabile, visto che ora questi animali sono pochi in montagna e sempre più numerosi in pianura.
Domenica mattina intorno alle 7 l’impatto fra una macchina ed un capriolo è avvenuto lungo l’Autosole (al chilometro 120, in carreggiata sud) all’altezza di Gattatico. Chi era alla guida dell’auto non è riuscito – complice anche la velocità sostenuta che si tiene in autostrada – ad evitare l’animale.
 
Un terribile schianto in cui il capriolo ha avuto la peggio. Nessuna conseguenza per chi era in viaggio sull’auto: il conducente è riuscito a non perdere il controllo del mezzo. Ma tanta paura per quanto accaduto.
Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia stradale: ormai gli incidenti di questo tipo non si contano più, anche di notte.
 
«Abbiamo chiesto da tempo un piano di controllo sui caprioli in pianura, ma siamo stati inascoltati – è da tempo la posizione di Giampiero Bondi, presidente di Enalcaccia – per di più la caccia in pianura pone problemi di sicurezza: vista l’urbanizzazione bisognerebbe o montare delle altane per essere certi che il colpo finisca a terra, oppure stabilire dei punti di sparo».
 
Impressionanti i dati sugli incidenti provocati dagli ungulati (come il capriolo): una media di 200 all’anno fino al 2015 (o meglio 200 sono stati i conducenti che si sono fatti avanti, il numero totale dei sinistri è quasi il doppio). Ed ora c’è pure il problema relativo al risarcimento-danni.
 
«Finché ce ne occupavamo noi come Provincia, le cose funzionavano. Ora la competenza è della Regione, che non mi risulta abbia messo in piedi un ufficio dedicato agli indennizzi: gli automobilisti dovranno attendere molto di più». L'affermazione è di Alessandro Merlo, dell'avvocatura provinciale. E come verificato di recente dalla Gazzetta, la Regione non ha ancora messo in piedi un ufficio specifico.
Al momento l’unica è mandare una raccomandata – contenente luogo dell'incidente, dati personali e conta dei danni – a Regione Emilia-Romagna, viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna. Con tempi non ancora preventivabili, l’incartamento verrà girato all’assicurazione della Regione. 

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