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Brescello, la parola al governo

Brescello, la parola al governo

Intanto “Il Fatto” pubblica foto di auto di lusso e armi dei figli dei boss di Aemilia

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REGGIO EMILIA. «Il governo approvi la proposta di scioglimento per mafia del Comune di Brescello avanzata dal Prefetto al termine della Commissione d'accesso, non c’è altra scelta anche dopo le parole di Francesco Grande Aracri, condannato per mafia e fratello del boss Nicolino Grande Aracri che come riporta Il Fatto Quotidiano a proposito di Marcello Coffrini, sindaco Pd dimissionario di Brescello afferma “Quel galantuomo del sindaco se n'è dovuto andare solo perchè mi ha difeso”». Lo chiedono i parlamentari M5s della Commissione antimafia, citando un articolo del Fatto Quotidiano nel quale venivano illustrati i comportamenti sui social dei figli di alcuni imputati in Aemilia, che su Facebook postavano immagini di auto di lusso e di armi.

Quanto a Brescello, domani il Governo dovrà decidere sulla proposta di scioglimento per mafia avanzata dal Prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto, al termine della commissione di accesso. Il documento passerà al vaglio del consiglio dei ministri. Dopo le dimissioni dell’ex sindaco Marcello Coffrini, del 30 gennaio scorso, il Comune di Brescello è già commissariato, sotto la gestione provvisoria di Michele Formiglio, viceprefetto vicario di Parma.

«Nei giorni scorsi – aggiungono i parlamentari M5s – è inoltre emerso che Ermes Coffrini, padre di Marcello Coffrini, avvocato e anche lui già sindaco di Brescello per anni, dal 2002 al 2006 è stato avvocato al Tar dei Grande Aracri. A Brescello, serve lo scioglimento per mafia ed il Commissariamento per provare a sradicare, nei prossimi 18 mesi, ogni infiltrazione e condizionamento mafioso».

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