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Trivelle, anche Reggio fallisce il quorum

Trivelle, anche Reggio fallisce il quorum

Il dato provinciale dell’affluenza ai seggi non ha superato il 36%, molto simile alla percentuale delle ultime Regionali

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REGGIO EMILIA. Si ferma al 36,7% l’affluenza alle urne in provincia di Reggio Emilia, per il referendum abrogativo in materia di trivellazioni in mare.

Nessuna sorpresa e nessun colpo di scena. Il dato nazionale si è assestato al 31% (dato parziale), molto lontano da quel 50% più uno che sarebbe servito per dare valore al voto espresso da chi invece si è recato alle urne per rispondere sì o no al quesito che intendeva abrogare l’articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”. E le previsioni della vigilia davano per certo il mancato raggiungimento del quorum.

Reggio Emilia città ha toccato il 37,23%. Poi, come è da tradizione per il nostro territorio, sono i Comuni della Bassa a far registrare i valori più alti. Spicca, come sempre, Fabbrico che a ogni elezioni praticamente si aggiudica la medaglia del Comune con più votanti. Fanalini di coda i Comuni della montagna. Il dato da rilevare: le ultime votazioni - erano le Regionali nel novembre 2014 che hanno eletto l’attuale presidente Stefano Bonaccini - facevano registrare un dato provinciale di affluenza del 35,91%. Dunque, anche più basso rispetto a quello dell’attuale referendum.

“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Era questo il quesito che i votanti si sono trovati davanti. Anche nel Reggiano,come in Italia, ha vinto il sì. Il dato nazionale iera sera faceva registrare (dati parziale) 84,2% di sì e 15,8% di no. Ma senza quorum, il referendum è nullo. (el.pe)

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